Mercoledì 13 Luglio 2011

Due maxi antenne
sul Castel Baradello

COMO - Troppe antenne messe in modo disordinato. Pure sui monumenti. Al punto che la Soprintendenza per i Beni architettonici di Milano ha preso carta e penna e inviato una tirata d'orecchie all'amministrazione comunale. Nodo del contendere è il Castel Baradello, appena riaperto dopo la ristrutturazione e su cui ci sono le antenne del ponte radio della polizia locale e, molto probabilmente, la strumentazione necessaria per il collegamento alle reti periferiche comunali.
«Abbiamo fatto una segnalazione al Comune - chiarisce il soprintendente Alberto Artioli - poiché non è accettabile il posizionamento casuale delle antenne. Innanzitutto sui monumenti sarebbe preferibile non installare nulla, ma se proprio ci sono esigenze di ordine pubblico, non si può agire a caso, ma serve uno studio».
Insomma, anche se la proprietà del monumento è del Comune, non è possibile muoversi in modo selvaggio. Artioli lo dice chiaramente: «Abbiamo inviato la lettera una decina di giorni fa riguardo la situazione del Baradello, dove ci sono antenne messe in modo disordinato. Se possibile a nostro avviso le installazioni andrebbero messe da un'altra parte, ma ripeto, se c'è un'esigenza di ordine pubblico e sociale se ne può discutere ma a fronte di un progetto. Le antenne, specie se sui monumenti, hanno un impatto visivo da non sottovalutare».
Da Palazzo Cernezzi confermano l'arrivo della segnalazione e fanno sapere che «al più presto verranno messe in atto le verifiche necessarie per poi fornire le precisazioni del caso alla Soprintendenza». Da capire c'è infatti se fossero necessarie autorizzazioni preventive per l'installazione delle antenne sul Broletto. Il fatto che la proprietà sia comunale, infatti non significa la possibilità di disporre del bene come se fosse un edificio qualsiasi. Si tratta infatti di un monumento vincolato ed è su questo punto che verranno concentrate le verifiche nei prossimi giorni. Le antenne sono un tallone d'Achille per Palazzo Cernezzi che si era ritrovato al centro delle polemiche per il Ciclope installato a Civiglio senza tutte le autorizzazioni. Ma in quel caso l'impianto era di un privato. Stavolta è del pubblico.
Gisella Roncoroni

p.berra

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