Martedì 26 Luglio 2011

Bonus bebè, per soli 3 euro
c'è chi rischia una denuncia

COMO Tremila euro di sanzione per un errore di tre miseri euro. Il grande pasticcio del bonus bebè, l'assegno regalato dal governo con tanto di lettera indirizzata ai neonati del 2006 dal premier Silvio Berlusconi, porta con sé tanti casi limite. Come quello di una famiglia comasca che s'è vista recapitare a casa l'ormai famosa letteraccia della Ragioneria dello Stato per aver mentito sul proprio reddito familiare annuale: è vero, non era inferiore alla soglia di 50mila euro, infatti la superava di ben tre euro. E per questo ora rischia una sanzione di mille volte superiore all'errore compiuto.
Oppure come l'altrettanto incredibile caso della famiglia che, dal funzionario della Ragioneria territoriale di Como, s'è sentita dire di aver "violato" la legge per ben 23 euro (come testimonia il verbale di contro deduzioni compilato la scorsa settimana e pubblicato in questa pagina). Casi limite, ma fino a un certo punto. Perché sono tantissimi i comaschi che hanno superato di poco la fatidica soglia dei 50mila euro lordi annui posta dalla finanziaria 2006 come limite sotto il quale poter ritirare i mille euro promessi da presidente del consiglio.
In tutto la Ragioneria territoriale di Como ha notificato nelle ultime settimane circa 150 lettere, indirizzate ad altrettante famiglie che hanno incassato il cosiddetto bonus bebè senza averne in realtà diritto. E di casi limite ve ne sono anche al rialzo. Almeno una decina di famiglie con reddito superiore agli 80mila euro hanno infatti incassato l'omaggio del governo ai neonati. In un caso il reddito familiare annuo ha superato addirittura quota 100mila euro, il doppio della soglia limite.
Per questi contribuenti appare francamente inevitabile non solo la restituzione del bonus, ma pure il pagamento della sanzione amministrativa pari a tremila euro prevista in questi casi. Anche per loro, però, la denuncia penale è destinata a finire con un'archiviazione di tutte le accuse, soprattutto alla luce dell'entità della somma incassata indebitamente dallo Stato, che non supera i 3.999,96 euro oltre i quali scatta la sanzione penale.
A intricare il pasticcio del bonus bebè ci si mette anche un ulteriore particolare: decine di persone destinatarie della lettera, i cui toni sono stati definiti «sbagliati» dallo stesso sottosegretario alla presidenza del consiglio Carlo Giovanardi, hanno ricevuto l'intimazione alla restituzione dei mille euro con tanto di minaccia di denuncia penale dopo oltre 5 anni dal giorno in cui hanno incassato il regalo del governo. Questo significa che l'eventuale reato sarebbe ormai già ampiamente prescritto. 

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a.savini

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