Venerdì 29 Luglio 2011

Giro di Lombardia, il day after
"Abbandonati dalla Regione"

COMO «Como in Regione conta pochissimo. Ci hanno abbandonato, altro che Formigoni assessore comasco...». Da Villa Saporiti partono autentiche cannonate in direzione Milano. A dar fuoco alle polveri sono l'assessore Achille Mojoli (delega al Marketing territoriale) e il consigliere dello stesso gruppo (Autonomia Comasca) Paolo Frigerio, peraltro fondatore dell'associazione che da anni cura l'arrivo del Giro di Lombardia sul lungolago comasco. Al centro del contendere c'è ancora lo «scippo» della gara ciclistica, che non si chiuderà più a Como bensì a Lecco (sia quest'anno che nel 2012). All'indomani dell'annuncio ufficiale da parte degli organizzatori (Rcs Sport), la polemica infatti non si placa e sotto accusa finisce il Pirellone. Gli stessi Mojoli e Frigerio, però, non alzano bandiera bianca e oggi contatteranno il comitato lecchese per proporre ai «cugini» di presentarsi a Rcs, d'ora in avanti, con il marchio «Lago di Como», nella speranza di ottenere così un via libera all'alternanza tra le due città (un anno arrivo a Como, un anno a Lecco) fino al 2016.
«La politica, a livello regionale, ha abbandonato il nostro territorio - tuonano i due rappresentanti dell'Amministrazione provinciale - Forse non è stata compresa fino in fondo l'importanza del Giro in termini di immagine, eppure è noto che ogni edizione viene seguita da 60 Paesi e 7 milioni di telespettatori. A parole si sono impegnati tutti, ma il risultato è che abbiamo perso la gara dopo sette anni e lo stesso presidente Formigoni non si è mosso da assessore comasco, come si era autodefinito. A questo punto - annunciano - andremo a parlare con il comitato di Lecco, proponendo una staffetta tra noi e loro che ci consenta di mantenere l'arrivo della gara, a turno, per i prossimi sei anni, compreso quindi l'anno dell'Expo. Nel 2012 di conseguenza toccherebbe a noi, poi a Lecco e così via. Se trovassimo un accordo - proseguono - potremmo in seguito avanzare la proposta a Rcs. Il sistema turistico, in fondo, è uno solo e l'importante è mantenere l'arrivo sul lago di Como. In caso contrario, rischiamo davvero che la gara finisca a Varese, Bergamo, Brescia e capiti sul nostro territorio molto raramente».

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a.savini

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