Domenica 31 Luglio 2011

Movida a Como
Baristi in rivolta

COMO Le speranze dei gestori e titolari dei bar e ristoranti del centro storico erano riposte nella sentenza del Tar che, in tanti, speravano avrebbe accolto la richiesta di sospensiva dell'ordinanza comunale sugli orari, quella, per farla breve, "anti movida" che non sanziona i ragazzini rumorosi e impone ai locali di chiudere a mezzanotte, in settimana, all'una il venerdì e il sabato. Mentre il sindaco Stefano Bruni, firmatario dell'ordinanza, ha espresso comprensibile soddisfazione dichiarandosi aperto a nuovi incontri, mentre Confcommercio ha annunciato ulteriore ricorso al Consiglio di Stato, dietro ai banconi la rabbia sta cedendo allo sconforto: "È soprattutto una gran perdita di tempo", dice una ragazza di piazza Mazzini dove parlano tutti e non parla nessuno, come a dire "fronte comune" da parte di una delle zone che era stata individuata come "epicentro" del problema (tanto che, prima che entrasse in vigore questa ordinanza, era stato avviato da Palazzo Cernezzi un procedimento ad hoc, poi sospeso). Oltre a non concordare minimamente con le imposizioni del comune, c'è chi non è d'accordo neppure sul ricorso presentato da Confcommercio: "Non si trattava di discutere degli orari, del rumore, è un'ordinanza discriminatoria e, per tanto, anticostituzionale". E c'è anche una differenza all'interno della zona, perché alcune vie e piazze dove passano mezzi e automobili sono state "graziate". Non così piazza Duomo e, lavorando meno, in media otto ore alla settimana (32 ore mensili), e incassando meno, complice anche il maltempo di quest'anno, le conseguenze iniziano a farsi sentire anche in termini di occupazione: "Io ho già dovuto lasciare a casa due persone - racconta Erio Bonetti del centralissimo Nova Comum - Tutte le sere, nella piazza principale della città, dobbiamo gentilmente, ma fermamente fare alzare la gente: tra un po' ci ridurremo come Chiasso, dove al tramonto c'è il deserto. E i turisti si passano parola...". "Io non ho lasciato a casa nessuno, ma ho ridotto l'orario al personale vista la perdita sostanziale di fatturato - spiega Fabio Ghezzi da i 5 Sensi, un altro locale davanti a cui si addensavano ragazzi - L'ho già detto e lo ribadisco: quelli che fanno baccano non sono nemmeno clienti miei o degli altri bar, stanno fuori. Abbiamo chiesto i controlli e li abbiamo ora... per verificare che rispettiamo gli orari".  Per quanto riguarda il ricorso, prosegue Ghezzi "C'era un vizio di forma e di sostanza, c'è una legge regionale che pretende che ci sia una commissione che a Como è scaduta nel 2009 e c'è un'ordinanza che riporta con 'sentito il parere obbligatorio della competente Commissione comunale'. Basterebbe quello, invece...". C'è molto nervosismo.

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a.savini

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