Domenica 31 Luglio 2011

Assegno falso per una Bmw
Mega truffa a commercialista

<+G_SQUARE><+G_TONDO>Aveva solo due anni di vita la Bmw 320 grigia che un commercialista ha pensato di mettere in vendita su internet, ritrovandosi però con un pugno di mosche in mano. Anzi: un assegno circolare falso, ma fatto così bene da trarre in inganno lui, ma non solo. È clamorosa la truffa messa a segno da una coppia di sconosciuti che, martedì scorso, è riuscita a beffare un professionista con casa a Como, vittima di un complesso e particolarmente accurato raggiro.
Tutto comincia con l'idea dell'uomo di mettere in vendita la sua auto. Il commercialista sceglie, tra i mezzi per pubblicizzare la vendita, anche il sito internet "Subito.it". L'annuncio viene visto dai due truffatori che studiano il modo per impossessarsi della vettura rubandola al venditore. Una truffa con tanto di falso documentale particolarmente curato: non solo l'assegno circolare era stato "clonato" in maniera quasi perfetta, ma anche la carta d'identità falsa, utilizzata per accreditarsi con lo sventurato venditore, era talmente ben fatta da trarre in inganno pure un pubblico ufficiale che ha autenticato la firma sul passaggio di proprietà.
Tutto risale a martedì scorso, quando i truffatori - un uomo sulla trentina e una donna, bionda, anche lei trentenne - si incontrano con la loro vittima, dopo una serie di contatti telefonici e via internet. I due si dicono interessati all'acquisto e raggiungono l'accordo sul prezzo: 25.500 euro da pagare con assegno circolare.
Tutto sembra in ordine, anche perché il truffatore non batte ciglio quando si presenta con l'acquirente davanti a un pubblico ufficiale per autenticare la firma, mostrando - però - una carta d'identità apparentemente rilasciata dal Comune di Lenno, in realtà risultata falsa.
Contratto e passaggio di proprietà firmati, non resta che la consegna dell'assegno e una bella stretta di mano per sancire la conclusione dell'affare. La Bmw sparisce. E con lei i due truffatori. Il professionista scoprirà da lì a poco di essere vittima di un colossale imbroglio: ai cassieri della filiale dell'Unicredit basta inserire i numeri del finto assegno circolare per comprendere che si tratta di un falso clamoroso.
Al commercialista non resta altro da fare che presentarsi in Questura e formalizzare una denuncia a carico di ignoti. Agli agenti basta un controllo veloce per scoprire che l'identità dell'acquirente è palesemente falsa.
Gli uomini della polizia stradale, in ogni caso, riuscono a bloccare la registrazione del trasferimento di proprietà sul Pra della Motorizzazione. Magra consolazione per il commercialista beffato dai falsari con il vizietto della truffa.
Paolo Moretti

a.savini

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