Lunedì 01 Agosto 2011

Tribunale di Como
Sede disagiata

COMO I magistrati italiani adesso snobbano Como. Al punto che il nostro Tribunale è finito nella black list dei palazzi di giustizia nei quali nessuno vuole lavorare. Il Consiglio Superiore della Magistratura, con una comunicazione del 14 luglio scorso, ha inserito nell'elenco delle cosiddette sedi giudiziarie disagiate anche il Tribunale di Como. E se un tempo erano soprattutto gli incarichi nelle zone calde della Sicilia o della Calabria a non piacere, o quelli in remote e inaccessibili località a non solleticare la fantasia dei magistrati italiani in cerca di un luogo di lavoro, ora all'elenco si aggiunge pure il nostro palazzo di giustizia.
La clamorosa decisione del Csm di inserire il nome di Como assieme a quelli di Agrigento, Gela e Paola, è giunta dopo che l'ultimo bando per cercare quattro nuovi giudici da accogliere negli uffici di largo Spallino è andato incredibilmente deserto. Come dire: non c'è un magistrato, in Italia, che se la sente di trasferirsi in riva al Lario per fare il giudice. Una situazione che ha dell'incredibile e che va ad aggravare una carenza d'organico che sta causando non pochi problemi, sia sul fronte penale che se quello civile. Le quattro scrivanie per altrettanti magistrati in quel di Como erano divisi tra il civile (3) e il penale (1).
Una pezza a fronte di un'assenza di togati che ormai, in città, supera il 30%. Su 25 posti come giudicante previsti nella pianta organica del Tribunale cittadino, sia nel civile che nel penale, attualmente, sono 7 quelli scoperti, ma con l'approssimarsi dell'autunno, quando il giudice del lavoro Beniamino Fargnoli andrà in pensione e Ilaria Guariello, che attualmente ricopre il ruolo di giudicante nelle sezioni distaccate di Erba e Cantù, si trasferirà a Milano diventeranno 9, ovvero oltre un terzo dei posti previsti per il corretto funzionamento della macchina della giustizia nel capoluogo lariano.
Difficile comprendere il motivo per cui, all'improvviso, Como sia diventata una meta poco ambita - per usare un eufemismo - da parte dei magistrati italiani. Di certo i carichi di lavoro che si troverebbero a dover gestire i nuovi giudici non invogliano alla corsa verso il Lario.

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a.savini

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