Domenica 07 Agosto 2011

Conti in Svizzera, un cavillo
grazia cento comaschi

COMO Si sono spaventati in molti, ma in pochi ora rischiano di finire davanti al giudice. I risvolti comaschi delle inchieste scaturite dalle cosiddette liste Falciani e Doge, gli elenchi di persone sospettate di aver nascosto i propri risparmi in Svizzera anziché dichiararli al fisco, partoriscono quello che sembra essere un topolino: tre indagati per i quali la procura è pronta a chiedere il processo, su centinaia di correntisti inizialmente finiti sotto inchiesta, e per la maggior parte dei quali è stata poi chiesta l'archiviazione.
È fissato per il prossimo 23 novembre il processo per evasione fiscale che vede imputato un 61enne di Carugo, il cui nome è stato estrapolato dall'elenco di clienti della Hsbc consegnato dall'ex dipendente della filiale ginevrina della banca, Hervé Falciani, alle autorità francesi, e poi girato per competenza alle altre nazioni, Italia in testa. Il pubblico ministero Massimo Astori lo accusa di aver evaso oltre 100mila euro dalla dichiarazione dei redditi del 2006. Accuse che l'avvocato ha provato a contestare con forza, anche perché secondo molti giuristi la lista Falciani non sarebbe utilizzabile come atto d'accusa sufficiente a chiedere il processo a carico delle persone citate nell'elenco.
Emergono da un'altra lista, invece, i nominativi di altri due comaschi accusati, in questo caso, di false fatturazioni. Quest'ultimo filone si riferisce al responsabile della fiduciaria ticinese Doge sa, Giovanni Guastalla, arrestato un paio di anni fa con l'accusa di aver messo in piedi una complessa centrale per il riciclaggio di denaro che avrebbe consentito a centinaia di italiani di nascondere oltre confine i soldi evasi al fisco. Lo stesso Guastalla, al quale i finanzieri avevano sequestrato un computer pieno zeppo di nomi di clienti nostrani, aveva confessato: «Tutte le operazioni poste in essere sono operazioni di evasione fiscale. Sono fatturazioni fatte per portar via del denaro dall'Italia e non pagare le imposte».

p.moretti

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