Mercoledì 10 Agosto 2011

Pensioni, 40 anni non bastano
Tremano seimila comaschi

COMO - Almeno seimila lavoratori comaschi in apprensione: il Governo studia nuove misure sulle pensioni per anticipare il pareggio di bilancio dal 2014 al 2013, e chissà quali saranno. L'unica certezza: il congedo dal lavoro si allontana.
La stima relativa ai seimila lavoratori è fondata sul numero delle nuove pensioni sopravvenute nell'ultimo decennio, con qualche differenza di anno in anno, ed è una cifra destinata ad aumentare: ogni giorno, ormai, appaiono ipotesi sui ritocchi dell'età pensionabile e sono sempre più lontani i tempi in cui le donne andavano in pensione a 55 anni e gli uomini a 58 anni e sei mesi, mediamente. Lo 0.7% dei comaschi è baby pensionato.
Anche in questo momento, spuntano nuove ipotesi; per esempio, sulla quota - somma dell'età anagrafica e dell'età contributiva - per andare in pensione occorrerà quota 100. Ma poiché l'ingresso nel mondo del lavoro è ritardato, i giovani rischiano di non andare mai più in pensione. Un'altra ipotesi: anticipare al 2012 l'aggancio delle pensioni all'aspettativa di vita e il calcolo dell'importo non sarà più fondato sul sistema misto (contributivo più retributivo), ma solo sui contributi versati. E gli importi della pensione di anzianità saranno decurtati in proporzione agli anni che mancano alla soglia per la pensione di vecchiaia. Ma quando si raggiungerà un punto fermo e valido almeno per un po'?
«Il disorientamento è all'apice. Mai così elevato e diffuso», osserva l'avvocato Antonio Pisani, per 40 anni funzionario all'Inps di Como e in particolare all'ufficio "pensione subito". Insomma, quando si può andare in pensione? «Dopo 40 anni di contributi si acquisisce il diritto. Ma l'assegno è erogato un anno dopo - dice l'avvocato - in pratica, la vita lavorativa dura 41 anni». Ma le norme aggiungeranno già dall'anno prossimo altri mesi in relazione all'aspettativa media di vita.
«Il problema di fondo - sottolinea Pisani - è la vera riforma della previdenza: consiste nell'obbligo di assicurare tutti, in modo che tutti paghino i contributi».

s.ferrari

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