Giovedì 18 Agosto 2011

"Un consigliere regionale
costa come 20 piccoli comuni"

ORSENIGO «Risparmi minimi e demagogia allo stato puro»: questa è la reazione a caldo del sindaco, Licia Viganò, ai tagli dei costi della politica, varati dalla manovra anticrisi del governo. La scure sugli enti locali infatti non si limiterà solo ai comuni con meno di mille abitanti, ma avrà ripercussioni anche sui centri con popolazione superiore, che vedranno nettamente ridotto il numero dei consiglieri comunali e degli assessori.
Se una stima complessiva dei tagli nei diversi comuni risulta difficile, il risparmio effettivo a Orsenigo può essere d'esempio: sono circa sessanta i comuni comaschi con popolazione tra i mille e i tremila abitanti che, come a Orsenigo, dalle prossime tornate amministrative avranno solo cinque consiglieri comunali e due assessori. Una sforbiciata netta che a Orsenigo si attuerà subito con le elezioni comunali della prossima primavera: se si considera che attualmente il comune ha dodici consiglieri e quattro assessori, per un totale di sedici amministratori escluso il sindaco, si può evincere che il taglio sarà superiore al cinquanta per cento; infatti si scenderà da sedici amministratori a sette, sempre escluso il sindaco, eliminando in questo modo nove "poltrone".
Se quantitativamente il taglio è rilevante, in realtà analizzando le retribuzioni di consiglieri e assessori, ci si accorge che il risparmio è dell'ordine di poco più di seimila euro lordi all'anno.
Dal sindaco viene anche l'invito a fare il paragone tra il risparmio annuale di un comune sotto i tremila abitanti e gli stipendi dei consiglieri regionali, che percepiscono circa 10mila euro al mese tra indennità e rimborsi. «Il calcolo è subito fatto: il taglio di un solo consigliere regionale su un totale di ottanta, equivale al risparmio, derivante dal taglio di assessori e consiglieri, in circa una ventina di comuni inferiori ai tremila residenti».

Leggi gli approfondimenti su "La Provincia" del 18 agosto

f.angelini

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