Mercoledì 07 Settembre 2011

Ieri Vecchioni, oggi Rava
La musica a Parolario

COMO - Questa edizione di Parolario non si farà ricordare unicamente per il cambio di sede, dal rumore della piazza alla prestigiosa quiete di Villa Olmo. Non mancano, in questi giorni di incontri a 360 gradi, temi difficili e posizioni non allineate. È stato il caso di Massimo Fini che, secondo alcuni, ha sfiorato l'apologia del terrorismo difendendo le ragioni del Mullah Omar.
Beppe Severgnini è un abile commentatore sempre più showman: elencando i motivi per cui, a suo dire, Berlusconi piace agli italiani - stemperandoli nell'accompagnamento musicale dei giovani Croppy Boys - più che giornalismo ha fatto vera satira.
Ancora più scalpore ha suscitato il filosofo cattolico Giovanni Reale, messo a confronto con Beppino Englaro. Il professore, da cui era lecito aspettarsi posizioni differenti, ha affermato, invece, che «Fare sopravvivere Eluana significava andare contro natura» e anche se alcuni prelati sostenevano il contrario «il Vaticano non è la Chiesa»: la tesi portata avanti, «è sbagliata e da correggere». Giustifica, quindi, l'eutanasia?
«Nessuno spiraglio aperto perché io non dico "fammi morire", ma "lasciami morire come ha stabilito la natura". Né io, né tu. La natura. Natura che è stata creata da Dio e, quindi, non va contrastata».
Pienone per Roberto Vecchioni, che a Parolario aveva, in passato, presentato libri e che, finalmente, si è proposto anche come artista. Di musica si parlerà e si vedrà anche stasera a Villa Olmo.
Enrico Rava è il jazzista italiano più celebre nel mondo, uno strumentista che si è misurato in campo internazionale suonando con tutti i più grandi che ha voluto raccontare in una gustosa autobiografia. Solo poche settimane fa, il trombettista era stato protagonista di un applaudito concerto nell'ambito del festival "Como città della musica" organizzato, proprio nel giardino retrostante alla Villa, dal Teatro Sociale Aslico che è una delle sedi di Parolario come Villa del Grumello che ricorda il compianto Franco Soldaini.

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a.savini

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