Mercoledì 07 Settembre 2011

Niente più limiti a Como
Cemento libero in città

COMO - L'allarme è di quelli destinati a far discutere tutta la città, quartiere dopo quartiere. Il rischio è infatti quello di una nuova colata di cemento senza nemmeno il passaggio in consiglio comunale e neppure in commissione Urbanistica.
A lanciare il sasso è Mario Lucini, capogruppo del Pd a Palazzo Cernezzi e presidente della commissione Urbanistica. «Se entro lunedì 12 settembre la Regione non emanerà provvedimenti - spiega - tutti i piani attuativi per i quali scatterebbe la tagliola del 30 settembre (in estrema sintesi non si potrebbero più approvare in assenza del pgt, ndr) passano di competenza della giunta».
Si tratta dell'effetto del cosiddetto «decreto sviluppo», convertito nei mesi scorsi dal parlamento. La norma prevede infatti che «i piani attuativi, come denominati dalla legislazione regionale, conformi allo strumento urbanistico generale vigente, sono approvati dalla giunta comunale».
E secondo le interpretazioni di Palazzo Cernezzi la competenza diventerà della giunta. «Questo significa - denuncia ancora Lucini - che per una decina di piani attuativi basterà il via libera della giunta, esautorando di fatto il consiglio comunale e la commissione».
Per fare qualche esempio passeranno dalla corsia preferenziale l'ex Oec e la Chibro di Montano Lucino, ma pure il piano di recupero di via Torriani, già bocciato dal consiglio comunale.
Strada spianata anche per Albate Centro, il piano di recupero che riguarda l'area dell'ex Frey bocciato in sede di approvazione dal consiglio comunale nel marzo scorso. Nel 2010 l'aula aveva votato a favore del progetto (132 appartamenti suddivisi in sette palazzine) dando il via libera all'«adozione» in una seduta fiume terminata alle 2,40 del mattino, mentre nel marzo scorso il consiglio si è schierato a larga maggioranza (21 contro 15) contro l'approvazione definitiva e il privato aveva parlato di ricorsi al Tar. Dopo le polemiche per la presenza del vice coordinatore provinciale del Pdl Patrizio Tambini in una società che fa parte dell'immobiliare Albate Centro (la Pag srl) torna a salire la tensione sul piano di recupero di via Canturina 192 che potrebbe a questo punto essere ripresentato senza dover più passare le forche caudine dell'aula di Palazzo Cernezzi.

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a.savini

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