Venerdì 09 Settembre 2011

Inps, centinaia di denunce
Nei guai imprenditori di Como

COMO Sulla procura di Como stanno per piovere in un colpo solo lo stesso numero di comunicazioni di reato che viene collezionato, solitamente, in un intero anno di lavoro. E a tremare sono centinaia di imprenditori lariani, destinati a finire sotto inchiesta con l'accusa di omesso versamento dei contributi.
Nelle scorse settimane la direzione provinciale dell'Inps ha fatto sapere alla procura che sono pronte qualcosa come 22mila segnalazioni relative ad altrettanti mancati pagamenti all'ente previdenziale dei contributi dei lavoratori dipendenti. Tecnicamente ognuna di queste segnalazioni è destinata a trasformarsi in un fascicolo d'inchiesta. Impossibile calcolare i nuovi potenziali indagati di una simile mole di comunicazioni di reato, ma è lecito attendersi numeri clamorosi.
Anche se dall'Inps preferiscono mantenere il riserbo su questo argomento, pare che a far crescere in modo esponenziale il numero delle segnalazioni alla procura sia stata l'automatizzazione dei controlli relativi all'effettivo pagamento dei contributi da parte delle aziende. A rischiare un decreto penale di condanna non sono, in questo caso, imprenditori senza scrupoli che fanno lavorare operai in nero o famiglie che si appoggiano a una badante che non viene messa in regola, bensì le aziende che - per i motivi più vari - hanno trattenuto sui propri conti corrente i soldi dei loro dipendenti, che invece dovevano essere versati all'Inps.
L'annuncio dell'ente previdenziale ha due effetti: il primo riguarda i possibili grattacapi penali per molti imprenditori lariani. Il secondo, invece, causerà necessariamente un contraccolpo sul lavoro della procura cittadina. Tanto per cominciare, e per dare un'idea delle conseguenze pratiche dell'annunciato fiume di nuove comunicazioni di reato in arrivo, negli uffici del quinto e sesto piano del palazzo di giustizia hanno iniziato a ordinare migliaia di copertine colorate e griffate "Procura della Repubblica" usate per raccogliere gli atti d'indagine. Inoltre si è pure cominciato a ipotizzare un protocollo di intervento che impedisca di mandare in tilt il lavoro ordinario della procura stessa.
Nelle scorse settimane la stessa Inps aveva depositato qualche centinaia di segnalazioni, la maggior parte delle quali destinata però all'archiviazione in quanto - nel frattempo - i contributi omessi erano stati versati. Un lavoro relativamente veloce, per i magistrati a cui sono arrivati in carico quei fascicoli, ma è chiaro che a preoccupare non è tanto la difficoltà delle indagini quanto la quantità.

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a.savini

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