Giovedì 15 Settembre 2011

Il Campus esiste già
Porta Como nel mondo

COMO «Il campus esiste già. Ma solo pochi comaschi, per ora, se ne sono accorti». Non parla a vanvera Maddalena Mombelli, dinamica imprenditrice trentenne: è tra quelli che più hanno creduto in Como città universitaria, tanto da creare un'azienda (Ciren) che si occupa dell'accoglienza degli studenti fuori sede sul nostro territorio. E il lavoro non le manca, grazie agli oltre 400 stranieri, di 47 nazionalità diverse, che frequentano le lauree magistrali del Politecnico.
Dopo sei anni di lezioni in inglese, di sessioni di laurea multietniche, di scambi culturali (qualche comasco da loro ha imparato lingue come il russo e il tamil), a ottobre partirà l'ultima, e più ambiziosa, iniziativa di questo campus internazionale: la «Lake Poli school». Una scuola speciale, che si affianca ai corsi tradizionali del Politecnico, per consentire agli studenti più brillanti di sperimentare subito le proprie capacità e idee nel mondo del lavoro e per dare la possibilità alle imprese di conoscere queste intelligenze e di tenerle qui (in Italia e magari proprio a Como), mentre di solito tornavano a mettere a frutto nel Paese di origine quanto imparato sul Lario.
Basta guardare la provenienza di questi ragazzi, per capire che accaparrarsi il loro talento, vuol dire giocare una carta importante nella sfida del mercato globale. Diversi, infatti, provengono dai mercati emergenti, a partire dai sessantuno cinesi. Ci sono anche 6 studenti del Brasile (altro Stato in grande crescita economica), 19 dell'India, 12 della Federazione russa. I più numerosi rimangono i turchi (ben 86), un popolo che a Como ha messo radici ben prima che partissero (nel 2005) i corsi di laurea internazionali. Tant'è vero che costituiscono la comunità straniera più presente e radicata in città da quasi vent'anni.
Mentre i nostri politici litigano sull'opportunità di costruirlo o meno (qualche mese fa il sindaco Bruni disse che non era più una priorità l'insediamento al San Martino annunciato da 20 anni), ad altre latitudini il "Como campus" si è già creato una credibilità tale da spingere centinaia di giovani a cambiare Paese, e Continente, per frequentarlo.
Qualche malfidente dirà: ma il "Como campus" dalla Cina lo vedono soltanto nella realtà virtuale, che a volte assomiglia a uno specchietto per le allodole... Non è così, se anche da Milano c'è chi viene a studiare a Como proprio per cogliere questa opportunità. È il caso di Luca Gelsomino, uno degli studenti dell'ultimo anno di Ingegneria gestionale che ha presentato la candidatura per partecipare alla «Lake Poli school»: «Dopo aver conseguito la laurea triennale in Bovisa - scrive - ho scelto il "Como campus" per un motivo preciso: perché pensavo che il disagio di doversi spostare ogni giorno da Milano a Como fosse più che ripagato dall'esperienza internazionale e dal potenziamento delle proprie capacità che deriva dal fatto di lavorare con persone di differenti culture». «Per lo stesso motivo - aggiunge - ora vorrei partecipare alla Lake Poli school».

Leggi l'approfondimento su La Provincia in edicola giovedì 15 settembre

a.savini

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