Giovedì 29 Settembre 2011

Caccia all'evasione
Il Comune dorme

COMO - Caccia all'evasore, non è ancora operativa l'alleanza sottoscritta ad ottobre dell'anno scorso fra il Comune di Como e l'Agenzia delle Entrate.
L'organizzazione si è infatti rivelata più complessa del previsto, per mettere in comunicazione la rete informatica del Comune con quella dell'Agenzia, raccogliere i dati e formare il personale addetto agli accertamenti, sia sul territorio, sia a tavolino. Dovranno concorrere, infatti, diversi settori, dalla ragioneria alla vigilanza, passando per  l'informatica e uno 007 fiscale - comunale non s'improvvisa.
Ma la svolta è prossima. Palazzo Cernezzi ha già accumulato una certa esperienza, per esempio, nella riscossione dell'Ici e delle tariffe rifiuti: fin dal 1994 aveva dato il via all'operazione "il metro quadro è uguale per tutti" per verificare la congruità delle superfici disponibili rispetto alle autodichiarazioni sull'imposta comunale degli immobili. E aveva recuperato quattro milioni di euro verificando le dichiarazioni Isee per l'esenzione dalle tariffe scolastiche.
Con tutti i capoluoghi provinciali, risale all'autunno dell'anno scorso il "salto di qualità" di Como. Palazzo Cernezzi ed Agenzia si erano accordati per scambiarsi informazioni su dichiarazioni dei redditi, registrazioni di atti, dichiarazioni di successione ed utenze, negli ambiti del commercio, delle professioni, del patrimonio immobiliare, dell'urbanistica, delle residenze fiscali all'estero e di tutto ciò che è indice di capacità contributiva. Il Comune può contare sulla conoscenza del territorio, riceve ed emette atti, incassa imposte e tributi, concede esenzioni; l'Agenzia delle Entrate ha accesso all'anagrafe tributaria, svolge già indagini, con nuovi strumenti, come lo spesometro o con strumenti già consolidati, come il redditometro. Secondo la convenzione 2010, il 33%  del gettito recuperato sarebbe rimasto nelle casse comunali. Con le ultime disposizioni, ora al Comune resta tutto il gettito accertato e riscosso e non è un fatto secondario di fronte alle ultime tabelle pubblicate dal Servizio Finanza Locale del Ministero dell'Interno.
Riguardano i trasferimenti erariali dallo Stato al Comune di Como: è di tre milioni, 567mila, 340 euro la differenza tra il 2010 e il 2011. L'anno scorso, erano stati trasferiti 23 milioni, 682mila 344 euro. Quest'anno, 19 milioni, 737mila, 45 euro e le varie voci danno tutte il segno meno. Sono stati tolti anche i 62mila euro erogati l'anno scorso per compensare i minori introiti da addizionale Irpef.
Nuova voce: «risorse da federalismo» e sono 5 milioni e 493mila 844 euro, che non compensano, però,  le altre riduzioni. Si tratta della compartecipazione dei Comuni all'Iva incassata dallo Stato. E se il Comune ne volesse di più, dovrebbe attivarsi per verificare l'emissione di fatture e scontrini da parte degli operatori: non è affatto un paradosso, dicono gli esperti, poiché maggior gettito Iva per l'Erario nazionale corrisponde a maggior beneficio per gli enti locali. In altre parole, la ricchezza è più condivisa.

Leggi l'approfondimento su La Provincia in edicola giovedì 29 settembre

a.savini

© riproduzione riservata