Giovedì 29 Settembre 2011

Doping alla baby nuotatrice
La madre accusata non parla

COMO - “Mamma doping” abita in un paesino dell'Erbese, in una villetta singola di nuova costruzione, in cui la famiglia si è trasferita qui da poco. Sul campanello ci sono ancora i nomi di chi ci abitava prima, solo la cassetta delle lettere riporta il cognome del marito, scritto a penna su un pezzetto di nastro adesivo.
Come ogni buona mamma, al mattino stende i panni ad asciugare, ma se si prova a suonare il campanello, lei si limita a scostare la tenda e a guardare di sottecchi in strada dalla finestra, senza rispondere.
Il clamore suscitato dalla vicenda che la riguarda l'ha messa sul chi vive. Nella serie di abitazioni contigue ci sono cinque appartamenti, ma a parte lei c'è un solo vicino. Apre il cancello del cortiletto gentilmente, suggerisce di suonare alla porta ma anche cambiando citofono il risultato non cambia: silenzio.
Da queste parti "mamma doping" non è molto conosciuta. Non la conoscono i vicini e in paese è poco inserita, anche perché ci abita solo da un anno o poco più. Non la conosce praticamente nessuno, neppure tra gli amministratori o le associazioni, sua figlia - speranza quindicenne del nuoto - non frequenta i gruppi, e neppure l'oratorio. Sono parte di quel foltissimo mondo di residenti che, qui come altrove, vivono la propria casa senza spingersi oltre, persone per le quali abitare in un paese o in un altro è praticamente indifferente.
Il riservo di quella casa però è stato recentemente rotto dai carabinieri di Asso, che con un agente dei Nas hanno fatto visita ai locali, cercando qualche indizio sull'utilizzo di sostanze dopanti: tutti i medicinali presenti sono stati controllati con attenzione ma nulla di sospetto è emerso. La perquisizione ha dato esito negativo Così, se nel paese di residenza poco si scopre su questa giovane mamma e sui suoi rapporti con la figlia, negli ambienti sportivi tra Como e Lecco regna grande incredulità su tutta la vicenda, e chi ha individuato la ragazzina interessata non riesce a capacitarsi. Ci sono, dicono, alcune storture, non tanto (o non solo) per il contenuto delle intercettazioni, quanto sui relativi risultati ottenuti dalla quindicenne. Risultati che qualcuno bolla persino come catastrofici se raffrontati a quelli ottenuti da tante altre sue coetanee.

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a.savini

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