Martedì 11 Ottobre 2011

«Devi dichiararti colpevole»
Il finanziere finisce a processo

COMO - Avrebbe dovuto dichiararsi colpevole di avere offeso la reputazione del presidente di Cà d'Industria, avrebbe dovuto ammettere le sue colpe e dichiararsi disposto a offrire le proprie scuse affinché l'opinione pubblica riabilitasse Domenico Pellegrino e i colleghi del suo cda. Soprattutto, però, avrebbe dovuto rilevare, a rischio di essere «mandato a processo», i nomi dei mandanti di quel "complotto politico" che, di lì a qualche mese, avrebbe poi mandato l'intera Cà d'Industria a gambe all'aria.

Un anno e qualche settimana dopo, a processo ci finiscono soltanto loro, gli ex del cda e il brigadiere della guardia di finanza Michele Miccoli, che tanta "pressione" mise addosso all'infermiere Davide Scarano, cardine - e a questo punto vittima sacrificale - di una indagine che doveva dimostrare l'esistenza di una macchinazione nei confronti di Pellegrino e soci, all'epoca nel mirino dei lavoratori per avere appaltato all'esterno il servizio mensa della Fondazione che si occupa dei "vecchietti" comaschi.

In attesa di conoscere l'esito di un'altra, interessante indagine concernente proprio quell'appalto (l'attività investigativa è ancora in corso), la Procura ha chiesto la citazione diretta a giudizio oltre che di Miccoli e Pellegrino, anche di Francesco Mercuri, Mario Peloia e Romolo Vivarelli. Con la sola eccezione di Vivarelli - che ha già chieso di essere processato in separata sede con la formula del rito abbreviato - tutti gli altri compariranno davanti ai giudici del tribunale il prossimo 27 marzo.

Leggete l'approfondimento su "La Provincia" in edicola oggi (11 ottobre) 

p.berra

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