Muro, uno scempio
Ma accuse da archiviare

Omissioni politiche. Sciatteria istituzionale. Sfregio paesaggistico per calcolo politico. Se tutto ciò fosse un reato, allora ne risponderebbero in molti a Como. Ma il codice penale non punisce simili tipologie di comportamento, la magistratura è costretta ad archiviare il caso.

COMO Omissioni politiche. Sciatteria istituzionale. Sfregio paesaggistico per calcolo politico.
Se tutto ciò fosse un reato, allora ne risponderebbero in molti, stando alle conclusioni dei periti della Procura. Ma siccome il codice penale non punisce simili tipologie di comportamento, la magistratura è costretta a tirare le somme e prendere atto che per quanto disastroso possa essere stato lo scandalo del muro i responsabili non possono essere perseguiti per tutti i reati inizialmente ipotizzati.
Il pm Simone Pizzotti ha presentato alla Procura una richiesta di archiviazione parziale per Antonio Viola e Antonio Ferro, i due dirigenti di Palazzo Cernezzi indagati nell'ambito dell'indagine sul cantiere paratie.
In particolare il magistrato ha chiesto l'archiviazione dei reati di abuso edilizio, urbanistico e di abuso d'ufficio inizialmente contestati al direttore dei lavori e al responsabile del procedimento, mentre resta intatta la contestazione di deturpamento di bellezze naturali e di reato ambientale.
L'intero fascicolo è ora sul tavolo del giudice delle indagini preliminari, che dovrà decidere se accogliere la richiesta di archiviazione parziale oppure se ravvisa la necessità di contestare quei reati agli indagati. La decisione sulla richiesta di archiviazione (il giudice, in questa fase, non si pronuncerà però sul fronte dell'unico reato ancora contestato) è attesa nelle prossime settimane.
Nel frattempo l'attività della magistratura non si ferma. Non solo sul fronte penale, ma anche su quello contabile. La guardia di finanza, su mandato della Corte dei conti, da alcuni mesi sta indagando sul possibile danno erariale connesso con il cantiere delle paratie ed è probabile che a breve a Milano giungano le conclusioni del lavoro delle fiamme gialle comasche. Lavoro che, per inciso, è partito proprio dalle contestazioni dei consulenti della Procura, per poi far finire nel mirino anche le perizie di variante che hanno comportato negli ultimi anni un'esplosione dei costi per l'ultimazione del cantiere.

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