Lunedì 07 Novembre 2011

«Abbiamo usato l'amianto
In tutti i cantieri dal 2007»

COMO L'allegra gestione delle macerie contenenti amianto da parte della Perego Strade è cominciata nell'era Ticosa.
A confessarlo, agli agenti della polizia stradale di Como, che hanno poi inviato tutti gli atti alla Direzione distrettuale antimafia, è un escavatorista dell'azienda infiltrata dagli uomini della 'ndrangheta.
Siamo nel marzo 2010 quando il dipendente della Perego, seduto davanti agli inquirenti, racconta: lavoro in quell'azienda dal 2002. E tutto procedeva bene. Poi, all'improvviso, qualcosa cambiò.
L'anno in cui tutto cambiò è quello dell'inizio dei lavori nell'ex tintostamperia lariana: «Una diversa modalità di gestione dei cantieri è cominciata nel 2007». Cosa si intende per «diversa» l'ex dipendente dell'azienda di Cassago Brianza lo spiega presto, rilevando la spregiudicata «presenza» sui cantieri «di diverso materiale pericoloso». Spieghi, lo sollecitano gli investigatori. E lui si mette a fornire la sua dettagliata spiegazione: «In tutti i cantieri dove ha lavorato la Perego nel corso degli anni sono stati utilizzati per le opere di riempimento materiali fortemente inquinanti, come eternit, amianto e in genere materiali provenienti da demolizioni indifferenziate e quindi contenenti materiali di risulta di origine non controllata, quindi anche pericolosa, senza il dovuto smaltimento così come prevede la legge».
Demolizioni come quelle della Ticosa, o dell'ex Lechler di via Bellinzona. E chissà quali altre ancora. Si moltiplicano le testimonianze, gli elementi e le circostanze che fanno temere una gestione illecita e pericolosa delle macerie contenenti amianto dell'ex tintostamperia. Se è vero che tre indizi fanno una prova, un'ombra cala sui lavori di via Grandi: ripensando alle testimonianze degli ex dipendenti della Perego, le concentrazioni elevate di amianto nell'aria registrate dall'Arpa durante i lavori e la sospetta sparizione di macerie contenenti le fibre killer dal cantiere.

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a.savini

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