Sabato 19 Novembre 2011

Bambini malati di smog
Scatta l'appello ai medici

COMO Cinque giorni consecutivi con valori ben oltre i limiti. Quella che sta per concludersi si è rivelata una settimana davvero pessima sul fronte dell'inquinamento in città.
Lo smog è balzato alle stelle (Como arriva a 52 giorni di sforamento nel 2011, contro i 35 concessi dall'Unione Europea) e i medici rilanciano l'allarme per la salute. D'altra parte i danni causati dalle polveri sottili (ma anche da ozono e biossido d'azoto, in estate) non sono fantasie. La comunità scientifica ha dimostrato che esiste una correlazione diretta tra aumento dello smog e incremento di patologie, ricoveri, mortalità.
Non esistono studi specifici su Como, ma la pediatra Roberta Marzorati aveva notato, un paio d'anni fa, che un terzo dei casi di broncopolmonite registrati tra i suoi pazienti riguardavano bambini che risiedevano o trascorrevano molto tempo in zone della città trafficatissime, come via Milano. Mentre l'indagine "Poemi" - condotta in 5 ospedali milanesi - ha rivelato che in un anno sono 53mila gli ingressi in Pronto soccorso per patologie legate all'inquinamento, con una media di 73 ricoveri al giorno. Sempre nel capoluogo lombardo, per quanto riguarda l'Asl di Como  si stimano 150 decessi l'anno imputabili a patologie respiratorie e cardiache causate dallo smog. E 240 ricoveri l'anno per crisi asmatiche gravi nei bambini, in parte legati sicuramente all'inquinamento.
Oltre ai soggetti in tenera età, sono a rischio in modo particolare anziani e cardiopatici. «Il Pm10 arriva fino alla laringe ed è pericoloso, ma lo è ancora di più il Pm 2,5 perché si tratta di particelle che penetrano in profondità e sono in grado di raggiungere gli alveoli - spiega Anna Maspero, primario di Pneumologia del Sant'Anna - Le conseguenze possono essere sindromi acute delle alte vie respiratorie, attacchi d'asma, allergie, polmoniti, il riacutizzarsi di bronchiti croniche, fino al tumore al polmone. Naturalmente non tutti gli organismi reagiscono allo stesso modo e dipende dalla modalità con cui le sostanze tossiche entrano nell'apparato respiratorio, oltre che dalla durata dell'esposizione e dalla conformazione dell'albero bronchiale. Per essere chiari: lo smog non fa venire automaticamente il cancro, ma è senza dubbio un fattore che predispone. E comunque scatena in tutte le persone reazioni di tipo infiammatorio. Oltre a favorire l'insorgere di malattie cardiocircolatorie».
Di qui l'appello: «Si fa troppo poco per limitare l'inquinamento legato al traffico veicolare e alle caldaie. Bisognerebbe incentivare l'uso dei mezzi pubblici, diversificare gli orari delle scuole. E i genitori non dovrebbero stare col motore acceso davanti a scuola, in attesa dei figli. Vedo scene incredibili. Per non parlare di chi fa jogging lungo strade trafficatissime».

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a.savini

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