Venerdì 09 Dicembre 2011

L'esercito dei nuovi poveri
Famiglie in coda alla Caritas

COMO La povertà si incontra tutti i giorni per le strade di Como. Ha il volto pallido di una giovane rumena che tende la mano davanti all'ufficio postale. Ha 20 anni, è incinta e ha lasciato altri due bambini in un campo nomadi alla periferia di Milano. Proseguendo per via Vittorio Emanuele, non sfuggono  altre mani tese,  ambulanti dalla pelle scura, l' artista  che scalda l'atmosfera con il suono del violino, un'anziana dalla schiena curva che resisterà per ore sul sagrato del duomo. E' una povertà tangibile, che ferisce gli occhi e il cuore, ma non descrive ancora il fenomeno collegato alla crisi dagli effetti sempre più diffusi e per certi versi sommersi. "C'è una povertà che non si vede ad occhio nudo e in parte si rivela nei nostri centri di ascolto ultimamente  subissati da richieste d'aiuto" ammette il direttore della Caritas Roberto Bernasconi che la crisi galoppante la misura nel numero di famiglie, "assolutamente normali", che hanno perso il sonno di fronte a una bolletta del gas o alla rata scaduta del mutuo. «Sono persone che mai avrebbero pensato di bussare allo sportello per gli indigenti e delle quali non voglio raccontare niente - precisa - Tanta gente viene a confidare la sua disperazione come in un confessionale». Il 30-40% delle famiglie  che chiedono aiuto alla Caritas  sono famiglie normalissime, sulle quali la perdita del posto di lavoro ha avuto l'effetto una mannaia. «Arrivano al centro come a un'ultima spiaggia, dopo essersi arrabattati da soli in mille modi senza far trapelare una situazione che cercano in tutti i modi di nascondere».

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a.savini

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