Venerdì 16 Dicembre 2011

Bus, treni e battelli fermi
Adesione fino al 90%

COMO Che sarebbe stata una giornata d'autentica passione per chi si sposta in bus era nell'aria. Lo sciopero proclamato da Cgil, Cisl e Uil contro il mancato rinnovo del contratto dei dipendenti del trasporto pubblico - bloccato da oltre tre anni - e contro la manovra economica varata dal governo Monti ha raccolto un'adesione amplissima tra i dipendenti.

«Le verifiche effettuate dimostrano che la partecipazione è stata superiore al 90%», afferma il responsabile provinciale Filt Cigil, Marco Fontana. Dei 290 autisti che lavorano quotidianamente lungo le principali tratte extraurbane, insomma, almeno 270 hanno incrociato le braccia, mettendo a dura prova la pazienza dei pendolari che, eccezion fatta per le fasce protette della giornata, hanno dovuto arrangiarsi con mezzi alternativi, oppure attendere l'arrivo dei pochi pullman che hanno viaggiato nonostante la protesta.

Conducenti e personale viaggiante, infatti, hanno pressoché bloccato la circolazione dei mezzi pubblici dalle 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 fino a fine giornata, lasciando agli utenti la possibilità di viaggiare soltanto fino alle 8.30, oppure nelle tre ore «protette», dalle 16.30 alle 19.30. Per il resto, niente bus extraurbani, con disagi a non finire per le migliaia di persone abituate ad andare a scuola, oppure a raggiungere il posto di lavoro, senza mezzi propri.
«La gran parte dei bus - continua Fontana - è rimasta nei depositi. Un ottimo risultato, a dimostrazione della compattezza della categoria in un momento in cui non solo non si discute più di un contratto fermo a un triennio fa, ma si aggiungono ai lavoratori le restrizioni collegate alla manovra economica. Si tratta, infatti, del terzo sciopero per chiedere il rinnovo del contratto, agitazione che si lega a filo doppio con le proteste riguardanti le decisioni assunte dal nuovo governo».

a.savini

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