Lunedì 19 Dicembre 2011

Rischio disastri a Como
Un milione congelato

COMO Novecentomila euro previsti nei prossimi tre anni per interventi sui corsi d'acqua e per prevenire il dissesto idrogeologico. Ma anche se venissero realizzati tutti gli interventi, che in realtà si trascinano di anno in anno, la sicurezza per il capoluogo sarebbe ancora un miraggio.
Nel dettaglio il piano di Palazzo Cernezzi prevede il dragaggio della foce del Cosia (100mila euro), che nei mesi scorsi aveva scatenato polemiche per l'assenza di manutenzione, ma anche 150mila euro destinati alla prevenzione dei dissesti in via Santa Marta. Il resto è principalmente manutenzione ordinaria.
In realtà verificando gli interventi effettuati negli ultimi anni si scopre che sono in larga misura dettati dalle urgenze e per riparare i danni (dalla tracimazione del valletto Madruzza alla rimozione massi in via Torno, dalla frana di via Castel Baradello allo stesso Cosia e Casate in via Ovidio.
«Il problema - denuncia Mario Molteni, capogruppo di "Per Como", che ha ricevuto la risposta dell'amministrazione a nome del sindaco Stefano Bruni e del dirigente Antonio Viola a una sua precisa interrogazione - è che anche gli interventi previsti non vengono effettuati. Via Santa Marta, ad esempio, viene rimandata da tre anni. Si interviene solo sulle urgenze e con la situazione finanziaria difficile per il Comune ci si ritrova a non avere neppure l'ordinaria manutenzione, figuriamoci la prevenzione. A bilancio vengono impegnati soldi, come si è fatto con gli 800mila euro per l'acquisto delle quote del teatro Politeama, e poi non vengono spesi. E anche quelli per gli interventi prioritari restano al palo. In prospettiva la situazione è drammatica».
Il quadro tracciato dall'amministrazione provinciale per lo stato del capoluogo dal punto di vista del rischio idrogeologico non fa certo sorridere.

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a.savini

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