Lunedì 19 Dicembre 2011

Santini elettorali a Como
Impossibili da eliminare

COMO Bella, interessante, ci si può pensare. Incassa una prima, parziale, apertura di credito da parte dei primi candidati alle prossime elezioni amministrative la proposta degli under 35 riuniti sotto le insegne dell'associazione Vo.Ci (Volontà civile) di destinate parte del budget elettorale a opere di sistemazione e abbellimento della città.
Al grido «meno santini elettorali e più manutenzione», Fabio Faverio e Stefano Novati a nome degli altri soci chiedono di adottare panchine arrugginite, aiuole spelacchiate, giardini degradati, muri imbrattati e farli diventare portatori di un messaggio di impegno vero la città.
Proposta «curiosa, interessante, nuova» la definisce Mario Lucini, che correrà per la poltrona di sindaco sotto le insegne del Pd. «Fa piacere che la sollecitazione arrivi dai giovani. Significa che la passione civica non è morta e che la situazione di grave degrado che c'è in città è condivisa da molti». Attestato di stima che per ora si traducano solo in un energico impegno a prendere in considerazione l'idea. «Si tratta di valutare le modalità burocratiche perché l'impegno possa diventare realtà. Comunque, ci penserò seriamente anche se sostituire completamente il materiale informativo è impossibile: gli elettori devono conoscere i programmi per poter scegliere consapevolmente».
«Spunto di riflessione che cercherò non lasciar cadere» assicura Francesco Peronese che scenderà in campo a capo della civica "Una città per tutti". Un ostacolo tuttavia potrebbe essere rappresentato dai soldi, pochi e contingentati. «Non avendo alle spalle un partito finanzieremo la campagna con soldi nostri - rivela Peronese - Grandi spazi di manovra non li avremo».
Più o meno gli stesse motivazioni fondo che adduce anche Alessandro Rapinese candidato sindaco di "Adesso Como". «Idea suggestiva ma rischia di suonare demagogica e buona per garantirsi un titolo sul giornale» spiega. «Per noi sarebbe impossibile, ci auto finanziamo, su 39 candidati, sei sono studenti senza reddito e quattro pensionati. Facile immaginare su quanti soldi potremo contare».

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a.savini

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