Venerdì 23 Dicembre 2011

Nelle vetrine di Como
un Natale da fiaba

COMO - Un Natale da favola. Mai come quest'anno, sicuramente il meno sfacciato e consumista (anche dai diversamente volgari anni Ottanta), la tendenza nei decori è quella di ricreare un ricordo d'infanzia, un tocco di magia. In un momento popolato dagli spettri della recessione, alcuni  commercianti e operatori turistici hanno voluto far rivivere il senso più gioiso della festa, quando il presepio era fatto dalla mamma, con statuine di gesso, muschio, e specchi che facevano i laghetti.
E Babbo Natale, sempre con il mantello scarlatto, la barba bianca e il sacco dei doni sulle spalle, arrivava a domicilio calandosi dal camino. Insomma, non era ancora diventato uno spettacoloso spot pubblicitario. Girando, abbiamo scoperto poetiche vetrine e  installazioni che incuriosiscono e invitano ad entrare, magari anche solo per immergersi in un'atmosfera da “C'era una volta”.
Ad esempio, l'ingresso del Ristorante Navedano è stato trasformato nella casa di Santa Claus, con tanto di slitta e renne, giochi di ogni genere già pronti o da impacchettare. Carte, nastri, animali del grande freddo animano un set d'eccezione, realizzato con estro da Sabrina Casartelli.
Difficile resistere anche alla magia della Casa degli orsacchiotti  ideata da Fausto Fontana. Da anni il patron del Gatto Nero trasforma un piccolo pied-à-terre nel vecchio borgo di Cernobbio in un suggestivo presepe, aperto al pubblico. Questa volta si è aggiunto anche un immaginifico quadro artico, animato dalle straordinarie creature che abitano i ghiacci del Nord.  L'emozione di entrare quasi in un igloo.
Orsi bianchi  anche nella veranda dell'Harry's Bar, fruibile a tutti. A loro guardia, sulla spessa coltre di neve, un esercito di soldatini  guidati, come nella famosa favola, dal principe Schiaccianoci.
Piccoli angeli d'oro si librano invece nel nuovo spazio “Insieme”, aperto in via Diaz da Comocuore e Contrada degli Artigiani. Sono stati intagliati dalla Bottega - scuola di Cometa come ornamento luminoso nel segno della condivisione e della solidarietà. Con gli occhi dei bambini sembrano muovere le ali verso il cielo, con tutte le speranze che scaldano il cuore.

p.berra

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