Giovedì 26 Gennaio 2012

In arrivo gli studi per i prof
Ci sono voluti tredici anni

COMO L'Odissea di Manica lunga sta per arrivare al termine: dopo 13 anni. Entro maggio aveva dichiarato il rettore vicario Giorgio Conetti, entro settembre come scadenza certa. 51 studi per i docenti: 9 singoli e 21 doppi. Il braccio che esce da Sant'Abbondio e si allunga fino la chiesetta dei Santi Cosmia e Damiano ha una storia travagliata. Forse perfino più di quella del chiostro, che nel lontano 1987 si pensava potesse diventare Archivio di Stato. L'architetto che sta portando avanti i lavori è Lucio Noseda: insieme al padre quando aveva soli 27 anni collaborava già per la ristrutturazione del chiostro. “Mi piacerebbe scrivere un libro” racconta ora che ne ha 52. Manica lunga è uno stabile che corre lungo via Regina Teodolinda, ha un corpo rustico più antico, databile intorno alla prima metà del 1600. E' su due piani, ognuno di 337 metri quadri. Il corpo definito Seminario invece è della seconda metà del 1800, ha due piani e una cantina e collega il rustico al chiostro. La somma della manica conta 1828 metri quadri. L'edificio complessivo nel 1974 venne acquistato dal Comune, trattativa non semplice con la Curia proprietaria. Poi venne ceduto all'Università abbandonati i progetti di archivio e museo diocesano a cui pensava l'ex sindaco Antonio Spallino. Il primo progetto nel 1999 voleva ristrutturare il fatiscente e abbandonato seminario in una foresteria. Un alloggio per ricercatori universitari. Dovevano esserci letti e non le scrivanie per i docenti che presto potranno accomodarsi. I lavori dovevano iniziare e finire prima, ma furono fermati quando la foresteria non divenne più un'esigenza per l'Università e il completamento del chiostro, sede centrale di Giurisprudenza, proseguì separatamente. Nel 2007 si ripensò alla destinazione di Manica lunga volendo come oggi costruire uffici. Oltre ai necessari preliminari interventi di consolidamento dato lo stato dell'edificio, altra battuta d'arresto al progetto fu la scala di sicurezza. Secondo i vigili del fuoco occorreva costruire una scala antincendio per la foresteria. Il parere della Soprintendenza delle belle arti però era negativo: meglio costruire le scale all'interno. Entro le mura però gli spazi della Curia e dell'Università erano confusi e fu necessario un riordino. Altro ostacolo agli infiniti lavori in tempi più recenti è stato un ritrovamento archeologico. Quella terra è ricca di fondamenta ecclesiastiche, sotto giaceva la pianta dell'antica chiesa. Fece in tempo il professore scomparso Giorgio Luraschi a visionare un sarcofago ritrovato durante i lavori. I tempi dei lavori pubblici in Italia, comunque, sono epici anche senza reperti antichi.

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a.savini

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