Sabato 28 Gennaio 2012

Farmaci, nuove regole
Ecco come risparmiare

COMO - Se il medico non indica sulla ricetta che il farmaco prescritto è tassativamente "non sostituibile", il farmacista non fornisce al paziente il prodotto "di marca", ma il cosiddetto generico, vale a dire un medicinale con lo stesso principio attivo ma prodotto da un'azienda diversa da quella che per anni ha avuto l'esclusiva.
Viene proposto, quindi, uno sciroppo o delle pillole con un nome diverso e una confezione diversa.
È l'effetto del recente decreto sulle liberalizzazioni varato dal governo e già operativo. La differenza, rispetto a quanto accadeva fino a pochi giorni fa, può sembrare relativa, invece rischia di mandare in tilt soprattutto i pazienti anziani e "abitudinari". Tutto, va detto, resta nelle mani del medico, tanto che la categoria non ha eretto barricate di fronte alla nuova norma.
Se i camici bianchi, tuttavia, accogliendo l'invito del governo, dovessero puntare realmente sui farmaci non griffati, le novità diverrebbero sostanziali. Finora, in sintesi, il farmacista era tenuto a consegnare al cliente il prodotto indicato dal medico sulla ricetta. Con  un unico obbligo aggiuntivo: ricordare al paziente l'esistenza di un analogo farmaco non di marca e, quindi, meno costoso.
Adesso, invece, nel caso in cui il medico prescriva un farmaco "di marca", si aprono due alternative: se sulla ricetta è riportata la scritta "non sostituibile", nulla cambia, ma se non compare alcuna indicazione (oppure c'è la dicitura "sostituibile con equivalente generico"), in farmacia si riceverà direttamente il generico. E solo chiedendolo esplicitamente si potrà ottenere il prodotto di marca (più caro).

Su "La Provincia"in edicola oggi (28 gennaio 2012) due pagine speciali dedicate alla sanità

p.berra

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