Mercoledì 01 Febbraio 2012

Industria, autunno nero
Sprint dell'artigianato

COMO La crisi evidenzia anche i contrasti, come mostrano gli andamenti della produzione manifatturiera industriale e artigiana a Como durante l'ultimo trimestre del 2011 contenuti nella nuova indagine congiunturale di Unioncamere Lombardia.
Con una perdita media di produzione industriale nell'intera Lombardia pari allo 0,7%, la provincia è al quartultimo posto della classifica, con un calo del 2,4% nel quarto trimestre del 2011 rispetto allo stesso periodo del 2010; la produzione artigiana invece sta in cima alla classifica di tutte le province lombarde, con un +3% che distacca di quasi sei punti la media regionale del settore, che è del -2,7%.
Ma se per l'industria l'ultimo del 2011 è stato un trimestre nero, la media industriale dell'intero anno segna complessivamente un +3,2% (era il 7,1% nel 2010 e -19,7% nel 2009); percentuale simile per l'artigianato (+3% di variazione annuale, ed era un -1,6% nel 2010, e -19% nel 2009).
Nell'occupazione, sul quarto trimestre l'industria a Como perde il 2,7% e l'artigianato il 2%. E qui spunta un altro contrasto, stavolta tutto interno alla categoria degli artigiani, che vedono dunque la produzione aumentare e l'occupazione diminuire in misura doppia rispetto alla media regionale che è del -1%.
E viene anche da chiedersi come mai a Como, zona di artigiani che in gran parte lavorano al traino delle  medie e grandi aziende, la produzione cali per le prime senza trascinare nella caduta anche le seconde che invece nei dati crescono.
L'artigianato comasco è sempre meno contoterzista, ha imparato a investire in processi e tecnologie per migliorare la sua produttività oppure la risposta sta nell'uso intensivo di contratti precari?
Forse c'è un mix delle tre cose: «anche la piccola impresa artigiana  - dice il presidente di Confartigianato Como Marco Galimberti - comincia a uscire dal contoterzismo per cercare di aggredire i mercati».

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a.savini

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