Giovedì 15 Marzo 2012

Alberghi e stand troppo costosi
Salone difficile per i piccoli

COMO Alberghi e ristoranti che raddoppiano i listini, prezzi degli stand che lievitano, guerra con le industrie che si accaparrano le postazioni più in vista.
Per non dire, della mancanza di voucher, bandi o incentivi a cui aggrapparsi. Non è tanto la "crisi" l'ostacolo contro cui gli artigiani, che si apprestano a mettersi in mostra al Salone del mobile di Milano, sono chiamati a guerreggiare.
Dall'elenco definitivo del Cosmit emerge che saranno 129 le aziende comasche dell'arredo e design che dal 17 al 22 aprile affolleranno i padiglioni di FieraMilano. Ma, se per un'industria sostenere l'investimento rappresenta un particolare poco significativo, per una Pmi la faccenda si complica. Non lo nasconde Carlo Somaschini, tra i titolari della Somaschini Snc di Cabiate, 14 dipendenti.
«Fino a qualche anno fa facevo l'80% del fatturato in Italia, oggi il mercato interno rappresenta il 2% - esordisce - Il grosso dei ricavi mi proviene dalla Russia e dai Paesi dell'est. Come posso evitare d'investire in una fiera così importante? Certo, i costi per la messa a punto di materiale pubblicitario e prototipi sono elevati, ma, dopo che siamo riusciti ad andare a Mosca, sarebbe un controsenso rinunciare a Milano».
«Dobbiamo renderci conto che è solo l'Occidente in recessione - puntualizza Daniele Tagliabue, presidente Confartigianato Cantù e titolare della Emmemobili, 24 dipendenti - Mi auguro che la 51° edizione dei Saloni sia affollata di cinesi, giapponesi, indiani, africani, in un mercato in cui i competitor sono sempre più agguerriti». Ma non è tutto.
«Più che la recessione - puntualizza - mi spaventa il fatto che le strutture ricettive aspettano il Salone per raddoppiare i costi. Così, una notte in hotel può arrivare a costare anche 300 euro. Ovvio che i buyer esteri sono spinti a trattenersi il meno possibile. Ed evitano di portarsi un seguito». Estende le sue preoccupazioni, legate, questa volta, all'organizzazione, Tiziano Cappellini, della Cappellini Intagli di Mariano Comense, 15 dipendenti.
 «Per trent'anni ha acquistato 120 mq di stand, quest'anno sono sceso a 70 mq per protesta - racconta - Sarei anche arrivato a 150 mq se solo mi fosse stata data la possibilità d'esporre in un punto ben visibile. Invece, gli spazi migliori vengano offerti ai grandi marchi. Per non dire dei "costi accessori" dello stand che ogni anno il Cosmit s'inventa».

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a.savini

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