Mercoledì 21 Marzo 2012

Sono 19 comitati a Como
Contro i bar fracassoni

COMO Gli ultimi sgoccioli dell'inverno vedono anche quest'anno i cittadini in Comune, a volte in forma singola, a volte in gruppi, a volte per una petizione. Vanno a chiedere aiuto contro le degenerazioni della movida.
La stagione fredda attenua i disagi, ma avanzano già le prime avvisaglie di notti primaverili ed estive difficili per chi vuol dormire e ad indicare i rischi dipendenti dalle conflittualità tra residenti e fracassoni è stato il sindaco, Stefano Bruni.
Il prefetto, Michele Tortora, ha espresso timore per reazioni incontrollabili, mentre don Carlo Calori, parroco di San Fedele, nel cuore della città murata, ha rappresentato la soluzione escogitata da alcune decine di famiglie. Vanno a dormire lontano da casa, affittano un monolocale fuori, diventano pendolari per poter riposare.
Oltre al Comitato dei residenti che fa capo a Roberto Salvio, sono attualmente 19 i comitati di via o di condominio costituiti per contrastare gli eccessi della movida e che si appellano al Comune. Sono comitati storici, come in via Diaz o in Piazza Mazzini, dove si concentrano i locali e i disturbi. O comitati di recente formazione, come in via Borgovico. O "di ritorno", come in Piazza Volta. La situazione era critica, qualche anno fa, si era raffreddata, è di nuovo agitata. Escono dalla mappa Piazza Roma e Via Milano: i locali sotto tiro sono stati chiusi.
Nel 2010, erano stati aperti 20 procedimenti, corrispondenti ad altrettanti esposti al Comune di altrettanti comitati contro bar e locali notturni. All'inizio della stagione 2011, il sindaco aveva firmato l'ordinanza per chiudere gli esercizi pubblici a mezzanotte e le proteste si erano ridotte del 50%. Il Tar aveva respinto il ricorso di Confcommercio e di pubblici esercizi contro l'ordinanza, ma il Consiglio di Stato l'ha accolto, con la motivazione che il Comune non aveva considerato gli interessi economici in gioco.
Adesso, il Comune non ha più scudi con i quali difendere i residenti: il due gennaio scorso, per primo in Italia, ha dato il via alla liberalizzazione degli orari, secondo i dispositivi del Governo e ci sono esercizi che già da ora chiudono alle tre del mattino. 

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a.savini

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