Venerdì 13 Aprile 2012

Vestiti, borse e pellicce
Como vende alle Barbados

COMO Macchinari in Groenlandia, molluschi e crostacei diretti in Yemen, saponi e detergenti che approdano in Bangladesh. Ce n'è per tutti i gusti e i dati Istat sul commercio estero comasco evidenziano bene un particolare: oltre a non perdere sbocchi sui mercati consolidati, la provincia di Como negli ultimi anni si è sbizzarrita a piazzare i prodotti più disparati nei mercati più improbabili.
Con la ferma convinzione che è sempre meglio aprirsi sbocchi in varie piazze commerciali, che guardare all'ammontare di ogni singola commessa. Non scappa all'occhio, così, il fatto che nel 2008 macchinari e apparecchi made in Como hanno raggiunto i ghiacci della Groenlandia: volume del traffico, 1.985 euro, ma sempre meglio di nulla. E pensare che nel 1998 un carico di capi d'abbigliamento e pellicce lariane era approdato proprio in Groenlandia per la più consistente cifra di 30.715 euro.
Nell'ultimo anno, Como si è, però, rifatta con l'export di borsette verso le Maldive, abbigliamento e pellicce in Turkmenistan e isole Barbados e calzature che hanno sfidato il protezionismo di Cuba. Nel 2011 si è attestato sui 15.187 euro lo smercio di articoli di pelletteria verso le Maldive; si tratta di un mercato conquistato nel 2007 con transazioni che, allora, non superavano i 6mila euro. Al contrario, se prima della crisi, nel 2007, Como esportava vestiti e accessori alle Barbados per circa 30mila euro, nel 2011 il volume di traffico si è ridotto a 1.230 euro. Nel frattempo, è andato sempre più sviluppandosi il mercato delle armi verso l'Europa. Ammonta, infatti, a 78.755 euro l'export di armi e munizioni comasche mandate alla volta del vecchio continente nel 2011, ne abbiamo importate per 1.490.634 euro. E pensare che nel 2005 il "traffico bellico" preveniente da Como non superava i 7mila euro.
Non manca, poi, nel paniere dell'export lariano, il tabacco. Nell'ultimo anno ha raggiunto anch'esso l'Europa per 23.300 euro, nel 2007 l'export si era attestato solo sui 314 euro. Inoltre, per divertirci abbiamo scelto l'Africa e Hong Kong. Importando attività artistiche e d'intrattenimento per circa 5mila euro dall'Africa e articoli cinematografici asiatici per 4mila euro.
Per i mezzi di trasporto, nel 2011 ci siamo serviti per 35.196 euro di quelli provenienti dalla Città del Vaticano. Nel 2010, i liquori comaschi hanno, poi, allietato il palato degli Emirati Arabi (per 6.623 euro), molluschi e crostacei quello dei ricchi yemeniti (per 6.672 euro). E nell'ultimo anno pure la nostra selvaggina ha raggiunto l'Australia anche se per non più di 3mila euro. Inoltre, i medicinali comaschi arrivano sempre in Perù, anche se le commesse sono passate dai 117.729 euro del 2004 ai 4.922 euro del 2011.

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a.savini

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