Lunedì 16 Aprile 2012

Imu, parte la rivolta
contro la stangata

COMO La rivolta delle imprese contro l'Imu, l'Imposta municipale unica introdotta dal governo Monti per far quadrare i conti dello Stato e dei Comuni. A lanciare la controffensiva Confartigianato Como che lancia una raccolta firme per richiedere ai Comuni, attraverso una petizione, l'applicazione dell'aliquota minima (4,6 per mille) sugli immobili destinati alle attività produttive e commerciali.
Una mobilitazione in grande stile annunciata con una doppia pagina pubblicitaria apparsa ieri sulla Provincia cui farà seguito una campagna mediatica massiccia che raggiungerà tutte le imprese. I moduli per l'adesione sono disponibili negli uffici territoriali di Confartigianato (Como, Cantù, Mariano Comense, Erba, Lomazzo, Villaguardia, Menaggio, Dongo, San Fedele Intelvi, Mozzato, Porlezza, Bellagio). Previsto un aggiornamento costante dei risultati dell'iniziativa con la pubblicazione dell'elenco dei Comuni che hanno ascoltato l'appello degli imprenditori.
«Il nostro obiettivo - spiega il presidente di Confartigianato Marco Galimberti - è sottolineare che le imprese sul territorio sono una risorsa per l'economia e l'occupazione e non un serbatoio da dove attingere le tasse».
Stando alle elaborazioni fatte dall'osservatorio di Confartigianato Lombardia, il prelievo aggiuntivo rispetto a quanto già incassato oggi con l'Ici, su scala provinciale, sarà intorno ai 29,1 milioni di euro. Cifra che salirebbe a 63,6 milioni nel caso di applicazione dell'aliquota del 10,6 per mille. Un monte di non poco conto perché proviene direttamente dai bilanci delle imprese, di per sé non certo floridi. L'aumento che si prospetta per ogni capannone, sostengono gli artigiani, è valutabile nel 141%. Questo, qualora i comuni applicassero l'aliquota minima. Se invece dovessero decidere di appesantirla, a quel punto per molte imprese sarebbe davvero dura, con molti imprenditori alle prese con la stretta suol credito da parte delle banche e i clienti, lo Stato in primis, che non pagano.
A decidere per la mobilitazione su scala provinciale, la percezione che la forma del semplice invito fatto alcune settimane fa ai sindaci non ha sortito l'effetto sperato. Da qui la scelta di prevedere con la raccolta firme per rafforzare il pressing sulle amministrazioni locali.

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a.savini

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