Santambrogio negli Usa
«Vogliono mobili pieghevoli»
Al Salone son tornati gli americani e, con loro, le innumerevoli esigenze tipiche degli stili di vita delle metropoli. «Riusciamo ancora a fare affari importanti nelle città principali dell'America» sottolinea Silvio Santambrogio, titolare della TreP&TrePiù di Giussano, 110 dipendenti e un fatturato annuo sui 20 milioni di euro
Come dimostrano le ultime ricerche di Cosmit e Federlegno, il mercato americano dell'arredo ha ripreso a guardare con attenzione al regno brianzolo del design. E, secondo l'Istat, già nel 2011 le esportazioni comasche di arredi verso l'America hanno fatto registrare un interscambio che ha sfiorato i 65 milioni di euro, più dei circa 58 milioni di euro messi a segno dai nostri mobili in Russia.
target specifico
Insomma, al Salone son tornati gli americani e, con loro, le innumerevoli esigenze tipiche degli stili di vita delle metropoli.«Riusciamo ancora a fare affari importanti nelle città principali dell'America - sottolinea Silvio Santambrogio, titolare della TreP&TrePiù di Giussano, 110 dipendenti e un fatturato annuo sui 20 milioni di euro - in particolare, esportiamo a New York, Miami, Los Angeles, Chicago, San Francisco e Washington. Per suscitare interesse nelle piazze consolidate, però bisogna essere pronti a intercettare le esigenze del momento».
Quali sono, dunque, gli oggetti cult per il design americano? «Innanzitutto, ogni complemento che si adatti agli spazi ridotti dei grattacieli di Manhattan - spiega il figlio, Filippo, 25 anni - perché nelle metropoli del business, appartamenti e uffici di lusso hanno messo al bando gli arredi pensati per adornare i locali di una grande villa. Per questo, più un oggetto è capace di coniugare eleganza e funzionalità, più ha mercato».
soluzioni innovative
Il designer Antonio Citterio ha escogitato per l'azienda, "Pavillon". «Si tratta di un sistema di divisori d'ambiente formati da ante scorrevoli dotate di apertura a libro per minimizzare gli ingombri - spiega sempre Filippo - inoltre, questi ultimi, possono essere utilizzati anche come ante di armadi, perché, laddove lo spazio latita, c'è bisogno che l'ingombro dell'imposta svanisca ripiegandosi su se stesso». E non potevano, poi, mancare le "porte ultrapiatte", escogitate dalla matita di Daniel Libeskind.
«In esse, l'uso di particolari materiali, come il legno di foreste certificate e i laccati, permette di limitare l'impatto acustico - spiega Silvio Santambrogio - e questo, sebbene lo spessore del complemento sia ridotto all'osso».
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