Lunedì 23 Aprile 2012

«Creavo per Mugler e Gaultier
Ora taglio abiti e sono felice»

REBBIO Racconta che ha iniziato a lavorare nel campo sartoriale a 21 anni, «negli atelier milanesi d'alta moda di Thierry Mugler e Jean Paul Gaultier». Finché, un giorno, si è mi lasciato alle spalle il frastuono dei riflettori. E «anche se è un mondo allettante», non tornerebbe indietro.
Angelo Cordisco, 48 anni, dal suo negozio di riparazioni sartoriali in via Varesina, dice che si sente realizzato creando ogni giorno qualcosa di diverso. Così, in un angolo del negozio, pieno di macchine da cucire tutte diverse, si è ricavato uno spazio in cui il «fatto a mano» fa bella mostra di sé. La sua creatività si manifesta sotto le spoglie di una borsetta in stoffa o con le fattezze di una busta in lana che nasconde un fazzoletto con dedica.
L'America
«Volai in America per seguire Gaultier nel suo show room - racconta Angelo - giunto in albergo a New York, buttai giù lo schizzo di corpetti e cappellini di gala che le modelle indossarono nelle successive sfilate. Avevo pure il pallino dell'oreficeria e degli orologi, ne ho disegnati a migliaia. Molti di questi pezzi, ispirati agli stili più eccentrici del momento, apparivano, poi, riprodotti sui rotocalchi glamour».
Copie dei giornali non ne ha. Ma racconta che sull'onda del successo, ottenuto da autodidatta, «era pure riuscito a mettersi in proprio a Milano e ormai era un designer». Aveva un suo marchio, fare tendenza - dice - era il suo stile di vita.
La svolta
«Un giorno - racconta Angelo tra un cliente e l'altro - ho deciso di fermarmi un attimo. C'era una parte di me che si stava ribellando alla luce dei riflettori».

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a.savini

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