Lunedì 14 Maggio 2012

Dal musical al burlesque
Pienone per il saggio al Sociale

COMO Tra il pubblico un sorriso e una lacrima, un silenzio di attesa e un sospiro di soddisfazione: si sono esibiti, ieri, sul palco del Teatro Sociale, più di 200 ballerini, tra i 3 e i 60 anni.
Per il quinto anno consecutivo, il saggio di danza della palestra Cento ha animato le vecchie tavole di un Teatro Sociale, gremito di genitori, nonni, amici e fidanzati. Un tripudio di musica, colori e immagini orchestrati dalla coreografa, Silvia Sguazzero.
Il pubblico trattiene il fiato, si apre il sipario: il palcoscenico è punteggiato da piccole margherite bianche che danzano allegre. Le bambine del corso di danza classica fanno la loro comparsa.
Un boato attraversa gli spettatori: piccoli funghetti in tutù si muovono allegri sul palco. Uno cerca lo sguardo dell'insegnante,Anna Pompeo, un altro saluta con la manina il pubblico. Sono le bimbe del gioco danza, le più piccole. È, quindi, la volta delle ragazzine della danza moderna, uno sguardo deciso sotto il cappello country, ballano sicure strette nei loro vestiti in lurex. Il ritmo incalza, cresce il livello tecnico e la complessità delle coreografie. Un telo bianco arioso ondeggia assecondando le spinte dolci delle ballerine, dirette dalla giovanissima Laura Lucchetta. Una struttura metallica occupa la scena e le ballerine vi si avvolgono in un gioco di contrasti e armonia, fino a formare una scultura di mani, braccia gambe e ferro.
A metà del primo tempo si esibiscono, in uno spettacolo giocoso e spiritoso, le ragazze del burlesque, dirette da Miss Sophie Champagne. Uno scroscio di applausi chiude il musical "The Blues Brothers", la seconda parte dello spettacolo. I bellissimi costumi stile "Broadway", le musiche conosciute e canticchiate dai più, l'abilità tecnica dei ballerini e dei sette attori che hanno interpretato i loro ruoli, si sono accattivati gli spettatori, «anche quest'anno è finito troppo presto», qualcuno bisbiglia tra il pubblico. «Non è stato semplice gestire 150 ragazzi, coordinarli in un'unica esibizione», commenta Silvia soddisfatta, «ma indubbiamente ne è valsa la pena».

s.ferrari

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