Domenica 01 Luglio 2012

Il nonno: «Chi ha sparato
adesso chieda scusa»

COMO «Vincè, come sta tua nipote?». «Bene, bene, migliora». «Vincè, come sta la bambina?».
«Bene, va meglio».
«Vincè, stai tranquillo che lo prendono».
«Lo prendono?»
«Lo prendono, lo prendono».
È una processione che sfila davanti al negozio del nonno della bambina ferita da un colpo di pistola. Lui sta seduto fuori, davanti alla vetrina dell'ortofrutta, e chi passa da Ponte Chiasso in bici o a piedi, si informa, lo incoraggia o tutte e due le cose. Perché le notizie qui vanno veloci e oggi sono belle.
«L'ho appena sentita al telefono - dice il nonno -. È una bambina forte, non si è neanche spaventata troppo quando le hanno sparato. È rimasta calma, tranquilla e non ha mai mai perso conoscenza. L'operazione è riuscita e meno male perchè era difficile. La pallottola ha sfiorato la colonna vertebrale, tanto così, la colpiva e chissà come restava. Grazie a Dio, l'ha evitata. Le ho chiesto come stava, mi ha detto bene. Le ho detto domani ti vengo a trovare. Ha detto bene, ti aspetto. Ora spero solo che chi ha sparato si faccia avanti e venga almeno a chiedere scusa».
La piccola è in ospedale con la mamma, il papà e la sorella. Nessuno si è mosso, se non per tornare a casa a prendere il cambio. Con la mamma, incinta al quinto mese, ha parlato una cugina, pure lei in negozio con il nonno:«Le ho chiesto il pancione come va? Bene, bene. La bimba? Bene bene».
«Meno male che tiene, anche lei, perché con quello che è successo - interviene il nonno -. È andata bene, grazie a Dio. È stata miracolata. E tutti si sono affezionati a lei, ora, perché una bambina ferita così, dopo una partita, non ha senso, una famiglia sconvolta a quel modo. Anche Lucini, è andato al Valduce a cercarla, bravo quel sindaco lì».
Il nonno ha 73 anni, che non dimostra, parla con calma e sa il fatto suo. Ma i suoi occhi azzurri si commuovono quando pensa a quanto affetto ci sia intorno alla nipotina ricoverata al Buzzi di Milano.
«Era tutta contenta - riprende l'amica della mamma -. Ha appena finito la quarta e deve fare la quinta. Aveva appena fatto la prima comunione aveva tutte le sue foto i suoi regali. Ma anche adesso è forte. Le ho parlato, mi ha detto che ha un po' male alla spalla, ma sta bene».<+togli_rientro>
Ora che la piccola è fuori pericolo, bisogna pensare a chi l'ha colpita: «La polizia e i carabinieri stanno suonando in tutte le case, per me era uno che aveva bevuto. A ogni partita succede di tutto, sparano da tutte le parti, dalla finestre, che ne sai con cosa sparano».
«Vincè tutto bene tuo figlio? Ho saputo che la bambina sta meglio, uno così cosa gli fai?».

Leggi l'approfondimento su La Provincia in edicola lunedì 1 luglio

a.savini

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