Giovedì 12 Luglio 2012

Un po' di Como
nella particella di Dio

COMO Un contributo alla scoperta del bosone di Higgs, il miracolo scientifico della «particella di Dio», arriva anche da Como.
Per l'esattezza dal lavoro della Ima spa di Arosio che ha realizzato 1483 trasformatori che sono stati montati lungo il famoso acceleratore di particelle LHC di Ginevra. Pezzi dal peso di 300 chili, lunghi 25 metri e composti da piastre di acciaio alla cui estremità sono montate due testate lunghe un metro.
«Abbiamo creato un macchinario per assembleare queste piastre su specifiche indicazioni del Cern di Ginevra - spiega il titolare Giuseppe Bertelè - I loro tecnici ci hanno mostrato un prototipo e noi l'abbiamo realizzato. Ci hanno poi fatto visita durante la lavorazione per validare il processo produttivo».
L'assemblaggio è avvenuto nei capannoni di Arosio, mentre la tranciatura delle piastre è stata effettuata dalla Malvestiti di Cinisello Balsamo. «Con Malvestiti da anni abbiamo una partnership importante, lavoriamo in sinergia. Loro hanno vinto la gara internazionale battendo la concorrenza di un'azienda giapponese». Concorrenti che si sono trasformati poi in clienti: «hanno visto come lavoriamo e abbiamo ricevuto commesse per altri lavori».
Due anni di lavoro per un team di due dipendenti specializzati, spiega il direttore della Ima, Luca Redaelli. «L'esperienza con il Cern è una questione di orgoglio più che economica. Un investimento sul futuro. E' un modo per incontrare nuovi mercati e nuovi clienti».
Fondate nel lontano '50 da Corrado Bertelè, padre dell'attuale presidente, nel 1973 con la fusione di due diverse attività, ha spostato l'attenzione sulla subfornitura per la fabbricazione e il commercio di articoli sportivi ed articoli tecnici per l'industria. Dal 2006 Ima controlla al 100% un'unità produttiva in Romania.
Oggi l'azienda è orientata allo sviluppo e alla produzione di sottogruppi e componenti tecnici in metallo, plastica e altri materiali per grandi aziende e multinazionali. Opera in diversi settori: auto, edilizia, mobile e componentistica tecnica. Il settore preponderante, il 71% del fatturato, è quello dell'auto. Dai sedili negli anni passati all'alta tecnologia odierna: gli impianti di accensione e i corpi a farfalla, quello che un tempo si chiamava carburatore.

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a.savini

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