Martedì 07 Agosto 2012

Un comasco su due
non va in vacanza

COMO Secondo la Federalberghi 6 italiani su 10 quest'anno rinunciano alle vacanze. «Questo dato - dice Andrea Camesasca, rappresentante degli albergatori alla Camera di Commercio di Como - rispecchia anche la situazione di Como. Infatti, nonostante agosto sia appena iniziato, si è già riscontrato un calo del 22% rispetto all'anno scorso».
Anche perché la concezione di "vacanza" è cambiata. «Tanti comaschi sono restati a casa, - continua Camesasca - non si fanno più le vacanze di una volta di due settimane, adesso si resta sul lago e ci si sposta per il weekend».
E, in effetti, basta fare un giro per il centro per rendersi conto che Como sia popolata non solo dai turisti, ma anche e soprattutto dai comaschi: pochi sono andati in vacanza, alcuni vanno via per il fine settimana e la richiesta è al ribasso. Crisi, tasse da pagare, incertezza e scelta di beni alternativi, ecco perché nessuno, o quasi, è partito.
Lo confermano le agenzie di viaggio. «A causa della crisi le persone sono diminuite rispetto all'anno scorso, - dice il titolare dell'agenzia Sette Sentieri Viaggi in via Milano - e purtroppo cercano prezzi impossibili da trovare come una settimana ad agosto a meno di 500 euro». Si chiede di spendere di meno «ma i prezzi non sono diminuiti - continua - siamo sommersi da chili e chili di preventivi di persone che poi non sono nemmeno andate in vacanza».
E c'è chi ha organizzato il viaggio autonomamente. «Molti si sono organizzati da soli - continua il titolare dell'agenzia - evitando così di pagare la commissione e prenotando tutto su internet».
«C'è stato un calo sensibile rispetto all'anno scorso - dice Giorgio Mariani di Frigerio Viaggi - le prenotazioni sono diminuite e c'è più indecisione: chi è incerto prima paga le spese, i libri per la scuola, l'Imu, le bollette e se avanza qualcosa magari decide di andare in vacanza».

Leggi l'approfondimento su La Provincia in edicola martedì 7 agosto

a.savini

© riproduzione riservata