Domenica 26 Agosto 2012

«Il gabbiano dei giardinetti
è nato nel nostro garage»

COMO -
Il gabbiano domestico, che ai giardini a lago familiarizza con comaschi e turisti, ha una mamma e un papà. Umani.
Il giorno dopo la pubblicazione della sua foto sul giornale, si sono fatti vivi. Prima sono andati a cercarlo sul lungolago, e, dopo avergli dato un po' di carne e di carezze, sono passati in redazione per raccontare una storia che starebbe bene in un libro del grande etologo Konrad Lorenz.
«Lo scorso aprile un muratore che stava ristrutturando il tetto di una casa a Blevio, ha trovato un nido con due uova d'uccello e ce le ha date». Comincia così il racconto di Paolo Faotto e Marinella Giudici, coppia di mezza metà con tre figli e la passione per gli animali. Nel loro garage, a Cermenate, avevano un'incubatrice ed è lì che il gabbiano Pio - come è stato ribattezzato dai frequentatori dei giardini a lago - è venuto al mondo. «Ma non chiamatelo Pio, il suo nome è Ghebi» rimarcano i "genitori". «Aveva anche un fratello, nato una settimana prima, ma non è riuscito a sopravvivere».
Quando Faotto dice «mia moglie gli ha fatto un po' da mamma», non scherza. Lo ha nutrito con gli omogeneizzati e gli ha pure insegnato a volare («Io correvo nel giardino, e lui dietro»). Quando Ghebi ha cominciato a fare il bagno nelle piscine dei vicini, la coppia ha capito che era abbastanza grande per vivere libero. «La prima volta lo abbiamo portato a Torno - racconta Faotto -, abbiamo aspettato tre quarti d'ora che lui spiccasse il volo, ma siccome c'era mia moglie piangeva e non andava». «La seconda volta - dice - l'ho portato da solo in viale Geno ed è volato via con così tanta foga che pensavo fosse arrivato in Valtellina».
Invece ieri i vicini di casa sono andati a trovarli sfoderando "La Provincia": «Ma questo è il vostro gabbiano». Sì, era proprio lui, e quando ha rivisto la sua mamma a Villa Olmo, le è volato incontro e si è fatto coccolare un po'.
Pietro Berra

p.berra

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