Domenica 26 Agosto 2012

Pieno, scontro sul boicottaggio
Caccia al prezzo più basso

COMO - «Macché boicottaggio, non fa che creare più caos nelle attività. Inoltre, il 70% del prezzo finale della benzina è frutto di tasse, accise e imposte, che non possono essere controllate dai distributori». All'indomani della proposta del Codacons di boicottare le pompe che erogano carburante a un prezzo superiore a 1,80 euro al litro, arriva unanime da parte di Confcommercio e della Federazione autonoma benzinai la condanna.
I gestori: «Troppe tasse»
«Il grosso problema è la concorrenza spietata tra le varie compagnie petrolifere - spiega Giansilvio Primavesi, presidente Confcommercio - poi, ci sono le accise, stabilite dallo Stato, in continuo aumento».
Inoltre, «non è nemmeno intelligente spingere un automobilista a fare parecchi chilometri per risparmiare qualche centesimo - puntualizza - Del resto, oggi basta andare su internet per essere aggiornati sui prezzi in tempo reale». E parla di «cattiva pubblicità ai danni di chi è già parecchio penalizzato» Flavio Fertonani, presidente Federazione autonoma benzinai. «Il costo dei prodotti petroliferi in Italia è molto più basso rispetto a molti Paesi europei - sottolinea - ci penalizza il fatto che paghiamo 21 centesimi di Iva su in litro di carburante, in Svizzera pagano solo 7 centesimi di Iva. Inoltre, il costo della distribuzione in Italia resta il più elevato e abbiamo una sovrabbondanza di stazioni di servizio che all'estero non è concepibile. Ovvio che aumenta pure la concorrenza».

p.berra

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