Sabato 29 Settembre 2012

Como, musica in crisi
Chiude la Casa del Disco

COMO «E che nessuno si lamenti, c'è sempre l'anonimo e freddo mondo degli mp3». La Casa del disco chiude e saluta con queste parole, dopo 25 anni di musica amata e venduta. Domani fino alle 19.30 si potranno acquistare gli ultimi compact disc, poi il silenzio. Chiedere il perché di una chiusura sofferta e meditata da molto al titolare Domenico Nespoli è scontato: «La crisi incide sul mercato, è così per tutti qui. Ma ancor di più su quello della musica perché si scarica gratis da internet».
I vicini commercianti di via Milano non se la passano meglio, l'era digitale ha solo affrettato i tempi per il negozio di dischi. La speranza per Domenico è riaprire: «Tra qualche tempo, magari altrove, puntando di più sui vinili o su musica di nicchia».
Dovrà comunque sempre fare i conti con la tecnologia che ha spazzato via ogni supporto musicale. Sono lontani infatti i tempi in cui nel negozio lavoravano tre persone, con dj Tote nella saletta in disparte a mettere musica per celebrare l'uscita di nuovi long playing. Sono ormai dimenticati i periodi natalizi dove serviva davvero un buttafuori perché la calca di appassionati clienti era troppo feroce. Marcello Castiglioni aveva aperto il punto vendita in società con la Casa del disco di Varese, a Como il negozio era in via Lega Insurrezionale, poi nei primi anni 90 si è spostato proprio a fronte di Porta torre. Ma la crisi è nera per il mondo delle note, tanti musicanti hanno già chiuso i battenti.
Negli ultimi anni il punto vendita è rimasto aperto grazie alla passione del titolare e non certo perché i conti quadravano. Ma fare conoscere i Beatles ai ragazzi di vent'anni, in fondo, è un compito sociale, era una vera missione per la Casa del disco. Si faranno allora un esame di coscienza i tanti clienti che da troppo tempo non passavano in negozio, preferendo rimanere davanti al comodo computer, scaricando file al ritmo di dieci dischi in dieci minuti, senza poi avere il tempo libero per ascoltarli con le orecchie. Perché anche se la pirateria è un reato che nessuno rispetta, è vero che uccide la libertà della musica.

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a.savini

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