A processo per frode fiscale
La difesa di Guido Cappellini

L'ex campione del mondo di Formula Uno di motonautica interrogato in aula sulla residenza a Montecarlo. I dubbi della corte

COMO L'ex campione del mondo di Formula Uno di motonautica Guido Cappellini è stato sentito in tribunale, dove è sotto accusa per associazione per delinquere, frode fiscale e false fatturazioni assieme ad Attilio Donzelli, 52 anni di Mariano, Paul Michael Van Liendent, 45enne residente a Monaco, Franco Scapini, 50 anni, e il belga William Albert Pampel, a lungo consulente commerciale del pilota marianese.

Cappellini ha insistito molto sulla sua residenza a Montecarlo, «dove ho risieduto stabilmente dal 1999 al 2006», periodo durante il quale ci sarebbe stata la maxi evasione da 19 milioni di euro. Ma nel principato, in realtà, non ci stava molto: «Ma facevo circa 10 o 12 gare all'anno. E ogni evento mi portava via dai 10 ai 20 giorni d'impegno». Senza contare agli altri appuntamenti: «Noi viviamo e lavoriamo grazie agli sponsor, che in cambio avevano il loro marchio sulla barca e sulla tuta. Inoltre c'era un mio impegno a livello personale, che comporta un investimento di tempo».

Ma alcuni dubbi, in aula, li ha avuti la Corte, che ha chiesto spiegazioni a riguardo di una richiesta inviata da Cappellini a una compagnia aerea per ricevere la corrispondenza in via Turati 36 a Carugo e non più in via IV Novembre a Mariano. Non certo a Montecarlo. «Ma l'azienda voleva un indirizzo italiano. Io ho fornito loro quello della Dac Worldwide (azienda che lavorava con il campione di motonautica, ndr) come punto di appoggio». Dubbi soprattutto sulle società Kardale e Xenos, realizzate in paradisi fiscali come le Isole Vergini. «Sono decisioni degli investitori. Io guidavo solo una barca, e dovevo farla andare più veloce degli altri». Il processo continuerà il 12 di febbraio.

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