L'assalto in autostrada
Due errori della banda

La "rapina perfetta" tanto perfetto non è stata. I banditi hanno lasciato dei segni che potrebbero aiutare gli inquirenti. Un fucile dimenticato su uno dei furgoni e molti mozziconi di sigaretta sulla rampa di Turate.

L'indagine sul calomoroso assalto al furgone portavalori sulla A9, potrebbe ricevere un impulso positivo, grazie a due errori compitui dalla banda. All'altezza dello svincolo di Turate, dove stazionavano due banditi, sono stati ritrovati molti mozziconi di sigaretta. La speranza è che si tratti effettivamente di cicche lasciate da uno dei banditi e che si riesca aricavare da quelle sigarette il nome di una persona, grazie al Dna. Un'operazione difficile perchè in Italia non esiste una vera e propria banca dati genetica.

Gli uomini della squadra mobile hanno anche sequestrato una delle armi utilizzate dal commando. Si tratta di un fucile a pallettoni dimenticato a bordo di uno dei camion utilizzati per l'assalto al portavalori. Sull'arma sono già in corso le verifiche della polizia scientifica. In particolare si proverà a stabilire se il fucile abbia già sparato in qualche altra occasione.

Intanto si rafforza l'ipotesi che del commando facessero parte anche elementi provenienti dall'Est Europa. Gente addestrata milutarmente e capace di maneggiare armi da guerra. Chi ha usato il Kalashnikov durante l'assalto in A9, è convinzione degli inquirenti, può essere solo un professionista. Magari si tratta di un ex militare o di un paramilitare, proveniente da esperienze di guerra nell'Est.

Nelle indagini su precedenti assalti a portavalori, è sempre stata ipotizzata la presenza di un ex militare, capace di coordinare le operazioni sul campo. La mente del piano d'assalto in A9 potrebbe dunque essere lo stesso uomo incapucciato che, da un'auto, ha crivellato di colpi il furgone della Battistoli.

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