Lunedì 06 Maggio 2013

Nuova sfida dei writer
Sfregiata piazza Gobetti

COMO Gli imbrattamuri lanciano la sfida in piazza Gobetti. Ma la Como che piace non s'arrende e in meno di ventiquattr'ore cancella la nuova offesa alla città.
La fontana di Piazza Gobetti ripiomba nel degrado. Dopo i muri di fronte alla Pinacoteca in via Diaz, liberati dai graffiti dall'associazione "Per Como Pulita" e subito imbrattati nuovamente dai vandali, anche sul marmo della fontana ricompaiono gli scarabocchi. O, almeno, sono ricomparsi per una giornata perché ieri sera Anna Ballerini, l'ispiratrice dell'associazione, e due volontari hanno compiuto una pulizia lampo.
I volontari - sette - erano già intervenuti domenica 28 aprile e avevano ripulito le serrande dei negozi di via Adamo del Pero oltre la fontana di Piazza Gobetti. Ma, su quest'ultima, ieri mattina si potevano osservare scarabocchi tracciati con bomboletta spray verde che ricoprivano una buona parte del semicerchio in marmo. Per non dire di due grosse scritte comparse sul retro della fontana e ottenute con vernice bianca.
Sporcizia e degrado
Inoltre, l'acqua della fontana era torbida e vi galleggiavano perfino due bicchieri. Tutt'intorno alla fontana, decine di mozziconi di sigarette e qualche bottiglia di bibita in plastica buttata alla rinfusa poco lontano. «Speriamo che la città ci aiuti a tenerla pulita», aveva affermato Anna Ballerini, domenica scorsa, al termine dei lavori di pulizia di serrande e fontana. Un augurio rivelatosi vano. Perché agli scarabocchi sulla fontana si aggiungono quelli presenti sui muri dei condomini che circondano la piazza e i rifiuti abbandonati tutt'intorno.
Linea dura del Comune
«Hanno sporcato di nuovo? E noi quanto prima saremo lì a ripulirla», era stato il primo commento alla notizia di Anna Ballerini. Così presto che in serata l'intervento era già compiuto: «Resta un alone, ma torneremo presto con l'idropulitrice». E prosegue: «Noi diamo volentieri le nostre energie per la città, però chiediamo un aiuto anche alle forze di polizia. Imbrattare la città, infatti, è un reato».

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a.savini

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