Giovedì 14 Maggio 2009

Maggiolini, eterno ricordo
nella "sua" Cattedrale

Sono stati intitolati al vescovo emerito di Como monsignor Alessandro Maggiolini i giardini di piazza Verdi, in un angolo della città particolarmente evocativo per ricordare il vescovo che, anche una volta deposto il pastorale, aveva deciso di continuare a risiedere all’ombra della “chiesa madre” della diocesi che del resto fu poi designata come luogo per la sua sepoltura, secondo il desiderio espresso nel testamento spirituale. Ieri sera con l’intervento di varie autorità, fra le quali il sindaco di Como Stefano Bruni, il prefetto Sante Frantellizzi, il procuratore della Repubblica Alessandro Lodolini, presenti insieme a diversi rappresentanti del mondo politico e associativo, è stata scoperta la targa che sottolinea un tratto di storia locale segnata da dimensioni civili, sociali e religiose indissolubilmente intrecciate. Affiancata dal vessillo del comune di Como, la lastra  di marmo con l’iscrizione «giardino monsignor Alessandro Maggiolini 1989-2006» in riferimento al periodo del suo ministero nella diocesi di Sant’Abbondio, è stata benedetta dal vescovo Diego Coletti, attorniato da alcuni canonici del duomo. Non del tutto ultimati, i lavori di sistemazione dell’area verde che nello stessa zona prevede  un successivo lotto per la realizzazione di un parcheggio con 24 posti auto, hanno subito un rallentamento dovuto al maltempo. Nel suo complesso tuttavia l’iniziativa, con l’idea della dedica al vescovo Maggiolini promossa dal  consigliere comunale Gianmaria Quagelli che ha poi tenuto i fili del coordinamento, è stata condotta a buon fine in tempi record anche grazie al coinvolgimento del prefetto, in prima linea quando si è trattato di far marciare l’iter burocratico. La data del 13 maggio è stata fissata per il particolare significato in ricordo della dedicazione della cattedrale: la breve cerimonia all’aperto è stata seguita da una celebrazione in duomo presieduta dal vescovo Diego Coletti durante la quale sono state scoperte e benedette le due lapidi poste nelle adiacenze dell’altare dedicato alla Madonna. Nel luogo quindi della definitiva tumulazione, dove il suo predecessore desiderò un segno permanente del legame con i comaschi, da ieri è ben visibile l’iscrizione: «Ne mors dissociet quos sociavit amor», la morte non separi ciò che l’amore ha unito. Primo promotore nell’avvio della procedura che ha portato, nel giro di soli sei mesi, alla benedizione delle lapidi a ricordo del vescovo nato il 15 luglio1931 e deceduto l’11 novembre 2008, monsignor Coletti ha tenuto ad inserire lo stesso evento nel contesto di una svolta significativa per l’intera diocesi, l’inizio della sua visita pastorale che ha preso il via proprio in questi giorni e raggiungerà tutte le 338 parrocchie del variegato territorio diocesano.

a.cavalcanti

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