Giovedì 14 Maggio 2009

Tagli, 147 prof perdono il lavoro
Maxi classi: è allarme sicurezza

«L’anno prossimo in provincia di Como 147 insegnanti non avranno più uno stipendio e, calcolando i pensionamenti, le scuole lariane potranno disporre di 365 docenti in meno».
La Cgil lancia l’allarme tagli e prevede «un anno scolastico all’insegna del caos, per le famiglie e per gli alunni, ma anche per i dirigenti e per gli stessi professori che conserveranno la cattedra». La denuncia è arrivata ieri pomeriggio, nel corso di un dibattito organizzato dalla Flc Cgil di Como: «Il provveditorato comasco può fare poco o nulla, le decisioni sono state prese dal ministro Gelmini e le pagheremo a caro prezzo - tuona il segretario generale Giuseppe Granata - Il governo premia chi ha scelto il tempo pieno, ma sul nostro territorio si tratta di una percentuale bassissima, di poco superiore al 5%. Così, risultiamo la provincia più penalizzata in Lombardia». I numeri parlano chiaro: «Sul Lario per la scuola elementare avremo 120 insegnati in meno, è un dato ufficiale - spiega Granata - Ne faranno le spese tanti precari e ci saranno problemi anche per chi continuerà a lavorare, visto che sarà impossibile mantenere il modello di insegnamento adottato finora». Le stime parlano poi di 179 docenti tagliati alle medie, 66 alle superiori e 80 Ata (personale tecnico amministrativo): «I dati definitivi ci verranno comunicati la settimana prossima. Se saranno confermati avremo, al netto dei pensionamenti, 147 persone disoccupate. I pensionamenti saranno circa 220 tra i docenti e 60 tra gli Ata». Giacomo Licata, della segreteria Flc di Como, sottolinea un’altra criticità: «Con l’aumento del numero di alunni per classe, si creerà un problema di sicurezza negli istituti. Le aule di alcuni edifici non possono accogliere un numero più alto di studenti». «Chiediamo garanzie sul fronte della sicurezza - dice Corrado Colangelo, della Flc Cgil nazionale - Spetta agli enti locali il compito di far rispettare le normative, ma non sarà semplice trovare delle soluzioni». Quanto ai tagli: «Sono inaccettabili, la didattica ne risentirà fortemente. Chiediamo almeno degli ammortizzatori sociali per chi perderà il lavoro». Negativo, infine, il giudizio sulla proposta di legge «Aprea» (dal nome della deputata del Pdl che la sta portando avanti, Valentina Aprea): «Diciamo no alla trasformazione delle scuole in fondazioni, così come non ci piace l’idea di mettere un freno alla contrattazione né quella di modificare l’iter per l’abilitazione all’insegnamento».

a.cavalcanti

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