Martedì 19 Maggio 2009

La finanza negli uffici di Spt
Sequestrati contratti e delibere

La Guardia di Finanza ha varcato il portone dello stabile di via Aldo Moro 23, dove hanno sede la Società pubblica trasporti (Spt Spa) e la Società privata trasporti (Spt Srl). Intorno alle 10 di ieri mattina gli uomini del nucleo di polizia tributaria di Como hanno passato al setaccio gli uffici e hanno sequestrato tutti i documenti e gli atti relativi all’operazione di alienazione del ramo noleggi,  già finita, tra l’altro, anche nella lente d’ingrandimento delle commissioni affari generali e partecipate di Palazzo Cernezzi  Il decreto di sequestro, firmato dal pm Mariano Fadda, riguarda anche tutti i computer che si trovano negli uffici delle due società. Finora nel fascicolo d’inchiesta, aperto subito dopo gli articoli apparsi su La Provincia due settimane fa, non compaiono indagati, ma l’ipotesi di reato è di peculato e abuso d’ufficio.

Il caso Spt è salito agli onori della cronaca dopo una prima segnalazione a fine aprile in consiglio comunale da parte del consigliere Donato Supino (Prc) che ha parlato di “svendita” degli autobus. Il 2 novembre scorso sul Tempo di Roma Gianandrea Gandola fa pubblicare il bando di gara per la cessione del ramo noleggi di Spt Spa (società partecipata da Comune di Como, Province di Como e Lecco e Cpt), composto da 12 bus, 13 licenze, 6 dipendenti e il marchio aziendale. La gara viene aggiudicata il 9 dicembre alla ditta Basco Srl di Olgiate Comasco che costituisce, poi, la Società privata trasporti a cui viene trasferito il ramo acquistato per 401.100 euro. Grazie al medesimo acronimo la nuova società privata può usare il vecchio logo Spt. Le polemiche e le critiche sull’operazione seguita da Gandola si moltiplicano quando si apprende che Gandola è stato nominato direttore di esercizio all’interno proprio della società privata che ha vinto la gara. Tanti altri i dubbi. Perché nonostante fosse titolo preferenziale che le società in gara avessero sede nel Comasco, il bando è stato pubblicato su un giornale che a Como e provincia non vende praticamente una copia? Ha creato perplessità anche la cifra di 401mila euro offerte dalla Basco: tale cifra è di soli mille auro al di sopra del prezzo che il cda di Spt Spa, i cui soci sono tutti pubblici, aveva fissato come tetto minimo a cui effettuare la cessione. Un prezzo che non era stato comunicato alle società che dovevano formulare l’offerta. Perplessità anche sulla stima del ramo d’azienda: i soli bus sarebbero valutabili dagli esperti oltre 600mila euro.

Gli uomini del nucleo di polizia tributaria di Como sono entrati negli uffici di via Aldo Moro 23 poco prima delle 10 di ieri mattina e vi sono rimasti per parecchie ore. Solo nel pomeriggio hanno abbandonato l’edificio con il carico di documenti e file sequestrati alla Spt pubblica e a quella privata. Durante gran parte della loro “incursione” ai dipendenti è stato vietato di lasciare gli uffici. Verso le 13 un dipendente è uscito dallo stabile per recarsi in posta ma è stato richiamato da una collega che si è affacciata alla finestra: «Non possiamo ancora andarcene, devi tornare su». Solo intorno alle 13.30 è uscita la prima impiegata. Con aria visibilmente scossa si è allontanata senza rilasciare alcuna dichiarazione. Più tardi sono usciti anche gli altri dipendenti.  Almeno una decina gli agenti in borghese che hanno passato in rassegna tutta la documentazione relativa alla cessione del ramo d’azienda. Poiché Spt Spa e Spt Srl hanno la sede in Comune, le fiamme gialle hanno potuto visionare e sequestrare con relativa agevolazione i documenti e gli atti di ambedue le società. Al momento non risultano persone indagate e il fascicolo d’inchiesta aperto dal pm Fadda circa due settimane fa è a carico di ignoti.

Al momento del “blitz” della Guardia di Finanza il presidente e amministratore delegato della holding non era a Como. Impossibile contattarlo per avere un commento. Il suo telefonino ha squillato a vuoto. Da fonti vicine a Spt Spa si è appreso che si trovava fuori città, non per motivi lavorativi. La notizia lo ha comunque raggiunto immediatamente in mattinata. In sede, in via Aldo Moro 23, era invece presente Giovanni Venegoni, altra figura importante nella società, tanto è vero che ha presenziato anche lui alla seduta delle commissioni congiunte 1 e 4 (affari generali e partecipate) venerdì scorso a Palazzo Cernezzi. Bocche cucite anche in Basco Srl. Il titolare Antonio Battaglia è stato chiaro: «Non possiamo commentare nulla».

a.cavalcanti

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