Mercoledì 20 Maggio 2009

Tangenziale, la beffa del pedaggio
Si paga per due chilometri

Il tratto d’asfalto di due chilometri e 500 metri che collega lo svincolo dell’autostrada A9 a quello di Albate, in pratica il primo lotto della tangenziale di Como, sarà a pedaggio.
Il costo stimato è di 0.12 centesimi a chilometro che significa, Iva inclusa, tra i 50 e i 60 centesimi per quella tratta. Più o meno come percorrere l’autostrada da Milano a Fino Mornasco (al casello si pagano 60 centesimi) che di chilometri ne segna 28.2. Questo significa che la mini tangenziale, in proporzione rispetto al chilometraggio, costa dodici volte l’autostrada. Una beffa, insomma, se il secondo lotto (da Albate ad Albese) restasse sulla carta visto che al momento non c’è nemmeno un euro di finanziamento (ne servono 859 milioni e il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha detto che «sono troppi» e che «il tracciato va modificato»). La questione è emersa durante la commissione Trasporti convocata in amministrazione provinciale. Dal punto di vista tecnico il superdirigente del settore, Giuseppe Cosenza, ha chiarito: «Il primo lotto, in assenza del secondo, è lungo circa due chilometri e mezzo. Il pedaggio su una lunghezza tale per l’utente non giustifica né il costo né l’appetibilità a prendere quella strada. Questo vuol dire avere una ricaduta infrastrutturale che lascerà intasata la viabilità ordinaria. Ben diverso è realizzare l’intero sistema. Un percorso di 13-14 chilometri giustificherebbe il pedaggio». Perplessità a riguardo sono arrivate sia dalla maggioranza (in primis il forzista Alberto Bartesaghi) e dall’opposizione (Renato Tettamanti, Prc). Quanti comaschi sarebbero disposti a spendere 60 centesimi per passare dall’autostrada e sbucare sulla Canturina? È questa la domanda che si sono posti i consiglieri. Altra risposta sarebbe, inevitabilmente, avere la possibilità di arrivare a Lipomo, Albese, Montorfano e in direzione Bergamo e Lecco evitando le code. In commissione è emerso anche che verranno realizzate opere connesse (e senza pedaggio) più lunghe del primo lotto e questo ha avuto ancor di più il sapore della beffa.
Sul tavolo anche la questione dell’arretramento della barriera di Grandate a Fino Mornasco. La Provincia aveva proposto infatti di «posizionarlo a sud dello svincolo di Fino Mornasco, con la soppressione del pedaggio nello stesso svincolo, allo scopo di comprendere anche il tratto Grandate-Fino Mornasco della A9 nel sistema tangenziale dell’area urbana di Como e comuni limitrofi, ritenendo tale scelta favorevole a un alleggerimento del traffico sulla viabilità ordinaria (leggi statale dei Giovi, ndr)». Richiesta accolta dalla Regione, ma poi cancellata nel progetto della Pedemontana.

a.cavalcanti

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