Mercoledì 20 Maggio 2009

Spt, indagato Gandola
«Ma io sono innocente»

COMO - Gianandrea Gandola è stato iscritto sul registro degli indagati della Procura della Repubblica di Como nell’ambito dell’inchiesta aperta sul caso della cessione del ramo noleggi di Spt.
I rilievi mossi al presidente (e amministratore delegato) della società del trasporto pubblico comasco rimandano a due ipotesi di reato, peculato e abuso d’ufficio, dalle quali il diretto interessato si è difeso affidando ieri una dichiarazione ad Angelo Giuliano, l’avvocato comasco nominato legale di fiducia: «Non vedo l’ora - ha detto Gandola - di poter spiegare tutto all’autorità giudiziaria. Fornirò la mia versione dei fatti e dimostrerò di essere completamente estraneo a ogni ipotesi di reato». Nel mirino della Procura c’è, come noto, la cessione del ramo d’azienda finito in mano ai titolari della Basco srl di Olgiate Comasco e "riattivato" con lo stesso acronimo di Spt, questa volta però utilizzato per indicare una società privata trasporti. Non è un caso che la guardia di finanza delegata dal pm Mariano Fadda abbia in primis sequestrato, nella sede di via Aldo Moro, documenti relativi al contratto stipulato per la vendita alla srl. Sono stati acquisiti anche documenti concernenti i beni cosiddetti ammortizzabili, l’elenco di quelli ceduti e di qualche bilancio: in particolare il consuntivo 2007 e una bozza provvisoria del 2008. La finanza ha anche sequestrato i verbali di alcune riunioni del consiglio di amministrazione e delle assemblee dei soci. I quesiti sono molti, in parte anche riconducibili ai singoli ruoli in seno al consiglio di amministrazione. C’è, come noto, il ruolo che Gandola si è ritagliato in seno alla società costituita per l’acquisto, di cui è diventato subito direttore d’esercizio, e c’è il prezzo a cui i 12 pullman sono stati venduti (svenduti?) senza una perizia che ne certificasse il valore sul mercato, tanto più alla luce del fatto che l’acquirente privato ne avesse poi rimessi in vendita alcuni. Non solo: il caso era "deflagrato" quando, in consiglio comunale, si era appreso che la vendita era stata annunciata con un inserto su <Il Tempo>, quotidiano romano introvabile in provincia, e che a nessuno dei potenziali acquirenti era stata comunicata la volontà di rifiutare qualunque offerta sotto i 400mila euro, salvo poi cedere per 401mila. Perplessità aveva suscitato anche la circostanza secondo cui Gandola proponeva al cda dell’azienda di riservare a se stesso e agli membri del "board" il 5% dei proventi derivanti dalla cessione dei noleggi, visto - così si era giustificato - che in occasione della cessione del 49% di Spt linea agli amministratori non era stato riservato alcun compenso.
Questo pomeriggio Gandola sarà in Amministrazione provinciale, a relazionare in commissione Trasporti e Bilancio dopo averlo già fatto davanti alle commissioni Comunali. Prima o poi sarà chiamato a farlo anche davanti al magistrato.

a.cavalcanti

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