Giovedì 21 Maggio 2009

Gandola: «Non mi dimetto
Se me lo chiedono? Vedrò»

Per il momento di dimettersi spontaneamente non se ne parla. Lo ha fatto sapere Gianandrea Gandola, presidente di Spt Spa, dopo l’incontro di ieri pomeriggio con le commissioni trasporti e bilancio in cui il manager ha dovuto rispondere agli interrogativi sulle modalità con cui è stata condotta l’operazione di cessione del ramo noleggi. Operazione, lo ricordiamo, su cui sta indagando la procura di Como. «Se ci fosse l’eventualità di dare le dimissioni - ha precisato Gandola, escludendo quindi l’intenzione di rassegnarle - credo che la politica mi dovrà dare indicazioni, vale a dire il partito che rappresento che è il Pdl». Indicazioni che non sono, ovviamente, ancora arrivate. Né è scontato che arrivino. Per gli sviluppi politici occorre attendere l’assemblea dei soci convocata per lunedì prossimo, salvo una esplicita richiesta di dimissioni dai vertici del Pdl entro la settimana.

Prima della commissione convocata alle 17 a Villa Saporiti il presidente di Spt Spa è apparso tranquillo e sicuro. Lo è apparso ancora di più al termine del confronto con i commissari. In effetti, il manager ha risposto a tutte le domande, senza peraltro subire quella pioggia di interrogativi, talvolta espressi con vigore, che aveva invece caratterizzato la commissione comunale di venerdì scorso. Non è un segreto, e lo ha confermato lo stesso Gandola, che nel suo cassetto ci sia già una lettera con scritte le sue dimissioni. Una lettera che però non è stata redatta in questi giorni, a seguito delle notizie emerse sulla vendita del ramo noleggi, bensì parecchio tempo fa, quando è diventato presidente. «Quando prendo un incarico ho l’abitudine di preparare le dimissioni, di firmarle senza mettere la data - ha detto Gandola - e di chiuderle in una busta. Nel momento in cui servissero non devo fare altro che scrivere la data e consegnarle». L’amministratore di Spt Spa non ritiene ancora giunto il momento di aprire il cassetto in cui c’è quella busta. Per farlo aspetta le indicazioni della politica: «Se ci fosse l’eventualità di dare le dimissioni, credo che la politica mi dovrà dare le indicazioni. In questo caso la parte politica che rappresento che è il Pdl».
Per quanto riguarda l’indagine in corso da parte della magistratura, Gandola si è detto tranquillo e si è limitato a dire che «quando il magistrato mi chiamerà esporrò i fatti, per ora non mi è stato comunicato nulla».

I modi di porsi delle commissioni congiunte trasporti e bilancio dell’amministrazione provinciale sono state nettamente diversi, soprattutto nei toni, da quelli delle commissioni comunali che la settimana scorsa hanno “torchiato” Gandola e il presidente del collegio sindacale Enrico Panzeri. Praticamente gli interrogativi diretti al cuore della vicenda della cessione del noleggio sono arrivati solo da Renato Tettamanti (Prc) e da Giordano Minotti (Lega Nord). Ma anche in questo caso sono state domande trite e ritrite a cui Gandola sia sulla stampa che nella commissione comunale ha già abbondantemente risposto. Dalla pubblicazione del bando di gara per la cessione sul Tempo di Roma, all’esclusione della ditta Rampinini di Olgiate Comasco dalla gara, alla assenza di una perizia del ramo d’azienda e degli immobili affittati per 25mila euro all’anno alla società privata che ha rilevato la gestione del noleggio. Sostanzialmente solo un quesito nuovo è stato posto, da Tettamanti: «Abbiamo appreso che nel verbale del 7 ottobre lei proponeva un compenso straordinario del 5% sul ricavo della vendita da distribuire agli amministratori. È stata presa questa decisione?». Gandola, supportato anche dall’intervento di Panzeri ha spiegato che quella era solo una proposta che necessitava di approfondimenti e che nulla è stato deliberato in merito.

a.cavalcanti

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