Sabato 23 Maggio 2009

Lo Stato vuole decurtare
lo stipedio dei bidelli

Dipendenti delle scuole statali rischiano di verdersi decurtati gli stipendi. Una questione che risale a nove anni fa quando circa 2000 lavoratori del Comasco sono passati dalla Provincia alle dipendenze del Ministero dell’istruzione che non ha riconosciuto loro pienamente l’anzianità maturata presso l’ente locale di provenienza e che, dopo una serie di ricorsi e sentenze ha iniziato a chiedere ai dipendenti la restituzione degli aumenti concessi. Si parla di cifre fino 20 mila euro, che saranno sottratti dagli stipendi a partire da giugno.
«La situazione in cui ci troviamo - dice Diana Fusaro, una delle portavoci - è davvero grave. Nel 2004 una sentenza del giudice del lavoro di Como ha accettato il nostro ricorso costringendo lo Stato ad adeguare i nostri stipendi a questi parametri e a corrisponderci arretrati coerenti alle nostre rispettive anzianità. Nonostante ciò, a partire da questo mese il Ministero ha iniziato a chiederci indietro i soldi che ci spettavano detraendo dai nostri stipendi fino a più di 200 euro mensili per 42 rate. Una decisione che creerà molti problemi a ben 2 mila dipendenti di Como e provincia e a ben 70 mila in tutta Italia».
L'abbassamento pesa come un macigno sugli stipendi dei dipendenti del «Giovio» che, per più di tre anni, si vedrà decurtare ben 218 euro mensili. Tuttavia i dipendenti non si arrendono: «Al momento - aggiunge Diana Fusaro - tramite un avvocato, stiamo facendo ricorso alla Corte di Cassazione e se non basterà andremo alla Corte europea».

p.moretti

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